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Martedì, 30 Maggio 2017 10:54

TORRI UMANE (P'ZZ'CANTÒ)

Localizzazione

L'Associazione "Torri Umane" è nata per la tutela e la salvaguardia dell'antica tradizione popolare dei balli tra torri di uomini che ad Irsina assumeva la denominazione di "P'zz'cantò". Tale ballo viene ripetuto ogni anno in occasione della festa della Madonna della Pietà l'ultima settimana del mese di maggio.
Localizzazione geografica     I balli tra torri di uomini, oltre che ad Irsina, erano praticati in tutto il meridione d'Italia. Nella regione Basilicata vi sono testimonianze storiche di balli effettuati da torri umane a Melfi, Ferrandina, Brindisi di Montagna e Genzano di Lucania. All'estero tali forme di ballo sono presenti in Grecia nella città macedone di Deskati, mentre in Spagna sono diffusi nelle regioni di Catalonia e Valencia.
Nell'agosto del 2013 il Festival delle Torri Umane riceve a Melfi il premio Bramea come miglior evento della Basilicata anno 2013.
La risonanza raggiunta dal Festival ha fatto sì che Ambrogio Sparagna richiedesse la esibizione delle torri umane a fine giugno 2015 all'Auditorium Parco della Musica a Roma per la festa patronale a rappresentare la Basilicata con il patrocinio dell'APT di Basilicata.
Tale risonanza inoltre ha fatto sì che lo stesso venisse inserito nel dossier di candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura per il 2019, unico evento per la Città di Irsina, evento rappresentativo del territorio.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
Valutazione interesse culturale Il ballo tradizionale del "P'zz'cantò" è altamente radicato nel tessuto sociale irsinese. Conosciuto da tutti i bambini che lo utilizzano come gioco di strada, viene praticato dagli adulti in occasione della festa religiosa della Madonna della Pietà.
Contesto Le origini del P'zz'cantò sono remote e risalgono al periodo medievale. La più antica testimonianza è presente a Scalea (CS) con un quadro della Madonna della Pietà dove è raffigurato un ballo tra torri di uomini. Ad Irsina la tradizione nasce dalla congregazione degli Artigiani nel XVII secolo e si è tramandata fino ai nostri giorni.
Descrizione modalita' di gestione La modalità di conservazione e di salvaguardia della pratica è stata essenzialmente orale. L'Associazione Torri Umane di Irsina si propone di promuovere e diffondere la tradizione irsinese del pizzicantò e tutto ciò ad essa direttamente e indirettamente connessa con organizzazione dell'evento Festival internazionale delle Torri umane.
Caratteristiche significative La tradizionale torre umana è composta nella parte inferiore da 4 o 5 giovani che si tengono stretti con le braccia e si dispongono in cerchio e su di loro si arrampicano altri giovani fino a formare una torre. Non appena si raggiunge l'equilibrio la torre inizia a ruotare su se stessa al ritmo di strofe che alludono al pericolo, sempre imminente, di un capovolgimento sociale; nel continuo ruotare coloro che sono sopra devono reggersi stretti per non cadere, così come chi è sotto deve reggere con forza chi è sovrastante. Questa torre ad Irsina assume un significato ora religioso, ora politico, ora sociale. In passato non mancavano giovani che formavano il p'zz'cantò anche a tre piani e diversi erano i gruppi che costruivano torri. Vi era infatti il p'zz'cantò dei contadini, degli artigiani, ecc.
Bibliografia Irsina credenze, usanze, tradizioni Montepelosane. Michelino Dilillo ed. Giannatelli
Ambrogio Sparagna su un articolo pubblicato sul'Unità nel mese di giugno, definiva il gruppo delle Torri Umane presente a Roma all'Auditorium del Parco della Musica un esempio del sud bell'esempio di Sud che vuole riscattarsi.

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
La realizzazione delle torri umane coinvolge l'intera comunità sia nel momento religioso che sociale e vede la partecipazione di molti gruppi (composti da 8-10 persone), soprattutto di giovani, che costruiscono torri di uomini. La partecipazioni di gruppi stranieri ha visto la partecipazione anche di torri realizzate da 100 persone.

 

Dove Mangiare

Ristorante-Pizzeria La Contessa
P.zza Garibaldi, 12
75022 - Irsina (MT)
Tel.: 0835 629790
Cell.: 340 7678022
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
POSIZIONE: centro
PERIODO DI APERTURA: annuale
GIORNATA DI RIPOSO SETTIMANALE: lunedì
SALE DA PRANZO INTERNE: 2
COPERTI SALE INTERNE: 80
COPERTI ALL'APERTO: 40
SERVIZI: riscaldamento - area giochi bambini - carte di credito
PRENOTAZIONE: consigliata
TIPO DI CUCINA: tipica locale - specialità carne - nazionale ed internazionale

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari
Martedì, 30 Maggio 2017 10:47

FESTIVAL DELLA PASSIONE

Localizzazione

In anticipo rispetto alla realizzazione del festival Passione in musica si terrà un master di formazione - verosimilmente a cura di Paolo Florio e Bo Holten - per un numero limitato a venti strumentisti e cantanti di musica tardo-rinascimentale e barocca e la cui conclusione troverà un logico approdo nella esecuzione di
alcuni brani estratti dall'op. 1 di Gregorio Strozzi, Responsoria, lamentationes, improperia, psalmi, hymni, motecta et evangelia passionis (quoad turbam), quae ad musicam in Hebdomada Sancta spectant, data alle stampe nel 1655, a Roma. L'apertura del festival sarà affidata al concerto di Gaetano Veneziano, a memoria del III centenario della morte, avvenuta a Napoli nel 1716; maestro della Real Cappella del Vicerè di Napoli, dopo Giovanni Maria Trabaci e Alessandro Scarlatti; il compositore di origine pugliese, essendo nato a Bisceglie nel 1665, è uno dei seguaci del musicista lucano nella ideazione di un accompagnamento musicale ai riti della Settimana Santa. Esecuzione della Passio secundum Johannem, per soli, coro e strumenti, opera musicale composta nel 1690 ca, eseguita e interpretata dal gruppo strumentale della"Cappella Neapolitana" diretto da Antonio Florio, in coproduzione con "Ghislieri Choir & Consort" di Pavia, diretta da Giulio Prandi, in un organicocomplessivo di circa quaranta persone e di cui è in corso di stampa un cd audio con Glossa, casa discografica Concerto della Passio Domini nostri Jesu Christi secundum Johannem per solisti, coro e gruppo strumentale, composta nel 1982 da Arvo Paert, alla auspicata presenza del compositore estone, nato nel 1935 e massimo esponente del cosiddetto "minimalismo sacro". Il concerto vedrà la partecipazione di circaventi musicisti.

Descrizione del bene

Aree tematiche

  - Artistica
Valutazione interesse culturale La rivoluzione del pensiero umanistico si adempie con l'approdo della costruzione di un nuovo modo di guardare alle convinzioni cui il genio si trova a confronto con la appartenenza del proprio tempo di vita.
Così, in musica, accade a un tuttora sconosciuto Giovanni Maria Trabaci (nato nel 1575 a Montepeloso, oggi Irsina, Provincia di Basilicata), quando nel 1614 assurge al ruolo di Maestro di Cappella del palazzo reale di Napoli, da poco costruito a dimora del Viceré di Spagna, interrompendo una lunga tradizione di musicisti fiamminghi, perché il concettualismo del contrappunto e dell'ars nova è ormai superato in tutta Italia, tanto dalla scuola Veneziana quanto da quella Romana, così come a Napoli e a Firenze.
Contesto Recupero e costituzione di una "rete" culturale in un impegno corale teso a dare un forte contributo alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico e che giunga al conseguimento di un benessere economico della intera comunità, attraverso l'intangibilità del bene culturale.
Progetto che coinvolge studiosi quali Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, istitutore della Università degli Studi di Basilicata, la direttrice del conservatorio di "San Pietro a Majella" di Napoli, Elsa Evangelista, e il Thomasorganist della Thomaschirche di Lipsia, città di elezione di Joahnn Sebastian Bach, Ulrich Boheme. Non meno importante la fiducia riscontrata di Rocco Brancati da Potenza e Misercs Grau, già rettore del Pontificio Istituto di Musica Sacra del Vaticano, successore di Pier Luigi da Palestrina nella Basilica Pontifica di Santa Maria Maggiore in Roma.
Descrizione modalita' di gestione L'apertura del Festival della Passione sarà accompagnato dalla presentazione della pubblicazione - in chiave musicale moderna - della passione narrata nel Vangelo di Matteo, prima delle quattro Passionem D. N. Jesu Christi secundum Matthaeum, Marcum, Lucam et Iohannem [ di] Iohannes Maria Trabacius, libro in due tomi stampato a Napoli nel 1634.
Contemporaneamente alla esecuzione dei concerti di notevole rilevanza qui dappresso indicati, al direttore scientifico Dinko Fabris, presidente della Associazione Internazionale di Musicologia, sarà affidato il coordinamento (grazie ai contributi dei maggiori studiosi americani, inglesi, tedeschi e italiani) di un convegno internazionale che indaghi i lasciti artistici dei principali musicisti della Provincia di Basilicata, ovvero:
- Carlo Gesualdo da Venosa, madrigalista ancora insuperato, secondo l'autorevole opinione espressa da Igor Stravinskj;
- Giovanni Maria Trabaci, inventore del genere musicale che si accompagna alle Passioni;
- Marc'Antonio Mazzone da Miglionico, peraltro tutore di Luigi Gonzaga presso la corte rinascimentale dei Gonzaga a Mantova;
- Gregorio Strozzi di Sanseverino Lucano, autore dei Capricci da sonare cembali, et organi;
- Attanasio da Pisticci, compositore del tutto inedito e recentemente portato alla ribalta grazie alle ricerche di chi sottoscrive il presente progetto;
- Egidio Romualdo Duni, compositore sì "parigino" epperò di origine materana.
Con la raccolta dei vari interventi seguirà la stampa della pubblicazione degli Atti del Convegno.
Caratteristiche significative Trabaci musicista unico nel suo genere che ha inventato il genere della Passione in Musica. Precursore di quel grande genere musicale che trova il suo apice poi nelle Passioni secondo Giovanni e secondo Matteo di Bach. Per trovare una logica continuità in Arvo Paert e Ligeti.
Bibliografia Passionem D.N. Jesu Christi secundum Mattheum, Marcum, Lucam et Joannem ad ipsius Redemptionis dulcidinem a a fidelibus degustandem : Opus decimum tertium / Johannes Maria Trabacius concinnavit. 2 voll.. Apud Octavium Beltrami, Neapoli 1634
Massimo Mila, Breve storia della musica. Milano, Bianchi-Giovini 1948
George Dyson, Storia sociale della musica. Einaudi, Torino 1956
Ulrich Michels Guide illustré de la musique. 2 voll; Realisation grafique de Gunther Vogel; trad. de l'Allemand par Jean Gribensku, Gille Leothaud' Paris, Fayard 2000
sir Charles Dyson, il libro è in biblioteca, ad irsina (non ho con me, a bari, gli estremi di riferimento)
Carlo Bologna, Sacro e profano. Milano, Mondadori 1977
Enciclopedia Treccani, voce Trabaci (Giovanni Maria), aggiornamento dopo anni Ottanta

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
Cresce l'interesse e la partecipazione di studenti e studiosi intorno alla riscoperta della musica barocca e tardo rinascimentale lucana: Pubblicazione a stampa degli sparti musicali oltre che dei CD audio delle numerose opere amncore inedite di autori lucani

 

Dove Mangiare

Ristorante-Pizzeria La Contessa
P.zza Garibaldi, 12
75022 - Irsina (MT)
Tel.: 0835 629790
Cell.: 340 7678022
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
POSIZIONE: centro
PERIODO DI APERTURA: annuale
GIORNATA DI RIPOSO SETTIMANALE: lunedì
SALE DA PRANZO INTERNE: 2
COPERTI SALE INTERNE: 80
COPERTI ALL'APERTO: 40
SERVIZI: riscaldamento - area giochi bambini - carte di credito
PRENOTAZIONE: consigliata
TIPO DI CUCINA: tipica locale - specialità carne - nazionale ed internazionale

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari
Martedì, 30 Maggio 2017 10:32

CORTEO STORICO (IRSINA)

Localizzazione

L'iniziativa del Corteo Storico si inserisce nel contesto della valorizzazione di beni culturali della Comunità irsinese e dei Comuni dell'ambito. Infatti, attraverso detta iniziativa si pongono in risalto le opere d'arte(soprattutto la statua si S. Eufemia del Mantegna) contenute nella Cattedrale di Irsina e la stessa Cattedrale. L'evento, realizzato nel periodo immediatamente prossimo alla Festa Patronale di Sant'Eufemia, intende valorizzare anche aspetti più ampi del contesto culturale, aprendosi anche alle tradizioni enogastronomiche con attività di contorno all'evento principale.
Localizzazione geografica Il Corteo Storico riguarda la donazione alla Cattedrale di Montepoloso (ora Irsina) di una serie di opere d'arte e della reliquia del braccio di Sant'Eufemia patrona della Città. Le opere d'arte sono la statua di Sant'Eufemia attribuita al Mantegna, una Madonna col Bambino di Nicolò Pizolo, un Fonte Battesimale, un Crocifisso ligneo, tutti provenienti dal Veneto e giunti nell'antica Montepeloso nel 1454. Tutte queste opere sono attualmente custodite nella Cattedrale di Irsina. L'evento, nato per ricordare questa donazione e per diffondere la conoscenza di tali opere, si svolge dal 2008 in prossimità della Festa Patronale di Sant'Eufemia.

Descrizione del bene

 Aree tematiche Demoantropologico
Valutazione interesse culturale L'evento ha un forte interesse culturale per la comunità irsinese, oltre che religioso, poiché affonda le sue radici in un fatto storico realmente accaduto e descritto in un poemetto scritto da sacerdote Pasquale Verrone nel 1592. La comunità irsinese si identifica nel culto verso la sua Santa Patrona, Sant'Eufemia di Calcedonia, i cui festeggiamenti sono una delle più antiche tradizioni della Comunità Irsinese. Il Corteo Storico, perciò, rappresenta il momento iniziale di tale identità culturale ed essendo ispirato ad un fatto storico, rappresenta un "unicum" per la comunità, che attraverso tale rappresentazione, riscopre le proprie origini e le origini del culto verso la Santa. Nel corso degli anni si sono affinate anche le tecniche nella realizzazione dell'evento, avendo sempre maggior cura nella ricerca degli abiti d'epoca, nell'allestimento degli ambienti rinascimentali e nella narrazione del fatto storico rappresentato. L'evento richiede un notevole impegno di risorse umane ed economiche, per cui l'assenza o carenza di tali risorse, soprattutto quelle economiche, potrebbe determinarne la sparizione.
Contesto Il contesto storico in cui il bene intangibile segnalato si inserisce è quello rinascimentale.
La donazione De Mabilia è arrivata nel piccolo centro lucano nel 1454 (come attestato dagli studiosi e da una, incisione su una colonnina, anch'essa facente parte della Donazione e custodita nella Cattedrale di Irsina), quando, dopo secoli di tenebre, la città riassumeva la dignità arcivescovile, condivisa con la più importante città di Andria (Bari), inserendosi in un fenomeno più vasto: l'arrivo in Puglia, che all'epoca comprendeva anche il versante orientale della Basilicata, di opere d'arte veneta.
Descrizione modalita' di gestione L'evento della Donazione di opere d'arte veneta alla Cattedrale di Montepeloso viene attualmente salvaguardato e conservato attraverso la rappresentazione del Corteo Storico, in abiti d'epoca, con il coinvolgimento dell'intera comunità irsinese, che partecipa alla realizzazione dello stesso (la maggior parte dei figuranti, oltre 150, sono tutti irsinesi, bambini, giovani adulti ed anziani). Essendo legato alla devozione alla Santa Patrona, esso è stato tramandato oralmente, nei racconti degli anziani ai propri figli e nipoti nel corso dei secoli e documentato, come già detto, in un poemetto scritto da un sacerdote nel 1592 rinvenuto dal sacerdote irsinese don Nicola Di Pasquale nell'Archivio Segreto Vaticano e dallo stesso pubblicato nel 1986. Nel testo dal titolo 'Vita di Sant'Eufemia', è inserito un poema in versi, datato 31 luglio 1592, composto dall'arcidiacono Pasquale Verrone di Irsina, in quel tempo conosciuta come Montepeloso. Nella premessa al componimento del Verrone, apprendiamo dell'esistenza di un documento redatto in duplice copia, una delle quali depositata in Vaticano, l'altra portata a Montepeloso da un ecclesiastico: Roberto de Amabilibus che portò ad Irsina la statua del Mantegna con le altre opere venete, nonché la reliquia del Braccio di Sant'Eufemia. Questa tradizione viene portata avanti oggi dal Comitato che organizza la Festa Patronale il 16 settembre a cui il Comune di Irsina ha delegato la realizzazione dell'evento.
Caratteristiche significative L'evento, come già detto, riguarda l'arrivo nella città di Montepeloso (antico nome di Irsina) del Sacerdote Roberto de Amabilibus con la donazione alla Cattedrale di Montepeloso.
La vicenda della donazione è narrata in un poemetto del 1592 dell'arcidiacono della Cattedrale di Montepeloso, Pasquale Verrone, dal titolo Vita Divae Euphemiae Virginis et Martyris. In esso si racconta che Roberto De Mabilia, giovane irsinese di facoltosa famiglia, trasferitosi a Padova per motivi di studio e divenuto notaio ecclesiastico e rettore della locale chiesa di San Daniele, decise di donare alla sua amata città natale la preziosa reliquia del braccio di Sant'Eufemia e una serie di opere d'arte, trasportando lui stesso da Padova a Montepeloso queste opere: la reliquia della martire; due dipinti, uno raffigurante Sant'Eufemia, chiuso da due sportelli andati perduti e attualmente conservato nella Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli, l'altro raffigurante la morte della Vergine andato perduto; un grande Crocifisso ligneo; due statue lapidee raffiguranti rispettivamente la martire calcedonese e la Madonna col Bambino; un grande fonte battesimale e tre codici miniati.
Il sacerdote irsinese Roberto De Mabilia, rettore della chiesa di San Daniele a Padova, intrecciò intorno al 1453 rapporti con il giovane Mantegna, che in quel periodo lavorava per la chiesa di Santa Giustina a Mantova. Così, lo stesso De Mabilia commissionò all'artista la tela raffigurante Sant'Eufemia e la scultura dello stesso soggetto, da donare alla sua città natale, riassurta dal 1452 a sede arcivescovile.
La cospicua donazione, che comprendeva anche altre opere, arrivò ad Irsina intorno al 1454, dopo un lungo viaggio per mare dai lidi veneti sino a Bari.
Infatti, si narra nel poemetto del Verroche che Roberto De Mabilia organizzò un viaggio per mare per portare a Montepeloso la sua donazione e la reliquia della Santa. Il lungo viaggio, iniziato dai lidi veneti, fu funestato da una terribile tempesta, che mise in pericolo la vita dell'intero equipaggio. La tempesta si placò solo quando il sacerdote prese la reliquia di Sant'Eufemia e benedisse le acque che, miracolosamente, si calmarono. Dopo l'arrivo a Bari, il viaggio continuò via terra fino a Montepeloso (oggi Irsina), dove si diffuse subito la notizia del miracolo e dove Sant'Eufemia fu acclamata protettrice della città, invocata per tenere lontane le tempeste e le calamità naturali.
Bibliografia d. Nicola Di Pasquale, "Vita di Sant'Eufemia". ed. Liantonio (Matera), 1986.

Clara Gelao, "Andrea Mantegna e La Donazione De Mabilia alla Cattedrale di Montepeloso", ed. La Bautta (Matera), 2003.

Clara Gelao, "Andrea Mantegna Scultore e la Sant'Eufemia di Montepeloso", ed. Marsilio 2013 (Venezia).

Sito internet Comune di Irsina: www.comune.irsina.mt.it

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
Il corteo Storico evoca l'arrivo nell'antica Montepeloso di tale straordinario evento ed è composto da circa 150 personaggi tra i quali il Sacerdote Roberto De Mabilia con altri sacerdoti al seguito, il Vescovo di Montepeloso con altri sacerdoti al seguito, diverse coppie di nobili dell'epoca, soldati di scorta, cavalieri, gente del popolo (adulti, giovani e bambini), un carro trainato da buoi sul quale sono trasportati i beni della donazione (copie riprodotte). Il corteo è preceduto da gruppi di sbandieratori, musici rinascimentali e altre attrazioni della stessa epoca (giocolieri ecc..). La Comunità irsinese partecipa attivamente nell'allestimento del corteo. Infatti i figuranti sono nella maggior parte persone di Irsina (bambini, giovani adulti ed anziani), le quali si attivano anche nel portare antichi oggetti del mondo contadino, antichi attrezzi da lavoro, animali da cortile e quanto occorra per ricreare il più possibile l'ambiente rinascimentale.

 

Dove Mangiare

Ristorante-Pizzeria La Contessa
P.zza Garibaldi, 12
75022 - Irsina (MT)
Tel.: 0835 629790
Cell.: 340 7678022
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
POSIZIONE: centro
PERIODO DI APERTURA: annuale
GIORNATA DI RIPOSO SETTIMANALE: lunedì
SALE DA PRANZO INTERNE: 2
COPERTI SALE INTERNE: 80
COPERTI ALL'APERTO: 40
SERVIZI: riscaldamento - area giochi bambini - carte di credito
PRENOTAZIONE: consigliata
TIPO DI CUCINA: tipica locale - specialità carne - nazionale ed internazionale

 

Fonte: APT Basilicata

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