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LA FESTA DELLA 'NDENNA - ANTICO RITUALE ARBOREO IN ONORE DI S. ANTONIO DI PADOVA

Localizzazione

L'idea di sviluppo adottata con il progetto "La Festa della 'Ndenna", fa in modo che nel lungo periodo si raggiungano obiettivi soddisfacenti dal punto di vista turistico e culturale. Infatti, tra le finalità prefissate dal Comune di Castelsaraceno e dall'Associazione Pro Loco, vi è quella di creare nelle nostre aree montane, un turismo culturale attento e rispettoso non solo dell'ambiente naturale ed artistico, ma anche dei saperi e della quotidianità di un'Italia più nascosta e verace, creando scambi di culture e di esperienze fra cittadini e gente di provincia, valorizzando il ruolo che le aree lontane dai centri economici possono avere nella vita italiana. Il risultato che si intende ottenere è quello di far conoscere il nostro territorio (Parco Nazionale del Pollino, Parco Nazionale dell'Appennino Lucano e la Regione Basilicata) sotto i più diversi profili: ANTROPOLOGICO-CULTURALE, AMBIENTALE-NATURALISTICO E GASTRONOMICO, per essere turisticamente apprezzato da un numero sempre maggiori di visitatori, nonché di studiosi cultori delle tradizioni popolari.
Ad una domanda turistica di tale portata corrisponderà sicuramente un'offerta. Questa dovrà scaturire dalla popolazione locale, che dovrà diventare parte attiva dell'evento offrendo i beni che la domanda esige: prodotti tipici, alloggi, ospitalità e tutto quello che di più caratteristico l'intero territorio offre. Se tutto ciò verrà eseguito con il coinvolgimento e l'impegno degli Enti, delle Istituzioni e della popolazione locale, questa rassegna potrebbe diventare uno degli attrattori più importanti per il richiamo turistico dell'intera area dell'Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese - Pollino.

Il rito arboreo della 'Ndenna si svolge in un territorio ricadente in ben due parchi nazionali: il Parco del Pollino ed il Parco dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese.
Questo rito si collega ai vari culti arborei presenti ancora in Basilicata nei seguenti paesi: Castelmezzano, Garaguso, Accettura, Pietrapertosa, Gorgoglione, con l'uso del cerro e dell'agrifoglio e Rotonda, Viggianello, Terranova del Pollino, con l'uso del faggio. Si tratta di feste antichissime, ma quasi del tutto sconosciute e ignorate anche nei paesi limitrofi. Il rito è simbolico, palese si rivela il simbolismo sessuale: l'elemento femminile (la Cunocchia) viene saldamente fissato a quello maschile (la 'Ndenna) mediante un anello di ferro con bulloni strettamente avvitati. Questa unione allude simbolicamente ad un atto sessuale, simbolo di perpetuazione della vita, evento fondamentale per l'economia agricolo-pastorale di un tempo. Il simbolismo sessuale si può rilevare anche durante la preparazione dei due elementi: alla 'Ndenna la partecipazione è più attenta e l'atmosfera è più solenne; alla Cunocchia si ha una partecipazione meno impegnata, più festaiola ed allegra. Anche l'ingresso nel paese accentua la differenza: la Cunocchia gira per le vie quasi in atteggiamento civettuolo, tipicamente femminile, mentre la 'Ndenna entra nel centro abitato e si dirige sicura verso la piazzetta ad attendere la dama.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
Valutazione interesse culturale Il rito arboreo della 'Ndenna vive grazie al forte radicamento nella popolazione locale.
Contesto Le opportunità di valorizzazione di un'area sono associate alle principali funzionalità ed attività già presenti all'interno di un ambito o di cui si propone la valorizzazione ai fini del miglioramento stabile della qualità della vita oltre che dello sviluppo delle risorse ambientali ed economiche ivi presenti.
Il sistema produttivo territoriale risulta caratterizzato da imprese di piccole e medie dimensioni, con alcune realtà di dimensioni maggiori. All'interno delle imprese più consolidate e competitive si sono sviluppate fasi di produzione a più elevato valore aggiunto, che hanno in parte, frenato lo sviluppo di attività innovative esterne alle aziende.
L'agricoltura costituisce ancora una delle attività economiche più importanti per l'area, con attività come la coltivazione di prodotti cerealicoli e foraggerei e l'allevamento del bestiame. Si riscontra, però, un inerzia da parte degli operatori rispetto all'impiego di nuove strategie produttive e sostenibili ed all'integrazione con l'attività turistica, a cui si aggiungono problematiche legate al ricambio generazionale.
L'associazionismo, la visibilità sul mercato interno ed esterno, la creazione di un marchio di origine controllata riconoscibile, non si sono rivelate, negli scorsi anni, linee prioritarie seguite dagli agricoltori. Il paesaggio rurale, lo stile di vita, le tradizione contadine possono diventare, se opportunamente valorizzate, interessanti fattori di attrattività, per visite, corsi, soggiorni ed itinerari turistici.
Le risorse turistiche dell'area (ad esempio piste ciclopedonali, gli itinerari a piedi, a cavallo), le manifestazioni, gli eventi, sono poco conosciute dalla popolazione esterna e non sono raccordate fra loro. Manca in effetti un prodotto turistico, costituito da una varietà di servizi (trasporti, opportunità di visita, ristorazione, pernottamento, svago, proposte culturali), caratterizzato dalla messa in rete delle attrattive del comune e dei centri vicini. Mancano in definitiva proposte che stimolino un soggiorno o il pernottamento in loco, così come delle misure per favorire la mobilità alternativa all'interno dell'area.
Visto il contesto territoriale, sarà necessario, quindi, sviluppare un turismo dell'esterno dell'area, raccordare le proposte locali con gli altri centri limitrofi e, soprattutto, presentare delle proposte di sviluppo turistico che si raccordino in particolare con i progetti di valorizzazione ambientale e culturale a regia regionale. L'analisi dei punti di forza'debolezza-opportunità-rischi condotta illustra pertanto le problematiche, le competenze strategiche e le risorse presenti nell'area dell'Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese - Pollino.
Descrizione modalita' di gestione Uno dei presupposti su cui si basa il progetto è la valorizzazione delle energie e risorse locali, mediante una radicale, profonda e continua azione di promozione e formazione. È nostro convincimento che lo sviluppo di un'area non possa avvenire solo con interventi di tipo infrastrutturale; lo sviluppo è un'organica crescita della comunità nel suo complesso e nei suoi vari aspetti: economici, sociali e culturali. Ciò significa che vanno individuati strumenti culturali idonei ed efficaci per far sì che il cambiamento si innesti come presenza quotidiana.
In questo contesto si inquadra l'iniziativa de "La Festa della 'Ndenna", considerato come evento di punta dell'intero territorio comunale. L'attaccamento alle proprie radici e tradizioni, in un viaggio alla riscoperta ed al recupero del patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico, diventano gli aspetti più rilevanti del nostro lavoro, convinti che una manifestazione di questo genere possa essere un utile strumento di marketing per far conoscere il nostro territorio ed in nostro Comune oltre che un utile mezzo per riscoprire la nostra identità culturale tra le giovani generazioni. Il tutto ruota attorno al rito arboreo della 'Ndenna, celebrato da secoli, che vuole continuare ad essere un grande strumento di animazione territoriale; un progetto di sviluppo turistico legato proprio alla valorizzazione, promozione e gestione del nostro patrimonio. Partendo dal presupposto che il territorio esprime un'infinità di valori e saperi taciti, si è cercato di realizzare, in questi anni, un prodotto turistico globale dotato di specificità e competitività, presupposti essenziali affinché sul territorio si incrementi la domanda e l'offerta turistica.
Caratteristiche significative Il rito arboreo della 'Ndenna si svolge le prime tre domeniche di Giugno di ogni anno.
Nella prima domenica si festeggia il taglio della 'Ndenna, con grande concorso di popolo, che proviene non solo da Castelsaraceno, ma anche dai paesi vicini. Dopo la celebrazione della Santa Messa mattutina, ci si riunisce nella piazzetta di S. Antonio e con vari mezzi meccanici ci si reca al bosco di Favino, sul Monte Alpi. Nel bosco si va alla ricerca del faggio più diritto e maestoso.
Una volta individuato l'albero, tutta la gente si avvicina e si procede al taglio con una sega detta "struncaturo" (una volta si usava la scure).
Nel primo pomeriggio, inizia la discesa verso il paese; prima entrano le proffiche, piccoli alberi che serviranno per l'innalzamento; per ultima è trasportata la 'Ndenna, che fa il suo ingresso trionfale circondata da numerosissima gente, la quale accompagna la sua deposizione con canti e suoni tradizionali.
La Cunocchia è la chioma di un pino di 6/10 metri, che viene tagliata la seconda domenica di giugno. Anche questa volta ci si riunisce in piazza e con camion ed automobili ci si avvia verso il monte Armizzone, al suono delle fisarmoniche e delle zampogne. Una volta individuato l'albero, ci si dispone in circolo ed ognuno assesta un colpo di scure al tronco fino a quando non cade a terra. Poi viene trasportato a forza di braccia, tra suoni e canti, in una radura, dove i più anziani, con aria solenne, legano insieme i rami insieme a un lungo tronco sottile, facendolo rotolare e stringendo dei nodi ad ogni giro.
Verso le 15,30, con la Cunocchia in testa, si scende verso il paese, in corteo, arrivando fino al "Piano dell'Erba". Qui la Cunocchia viene presa dai giovani, che la trasportano a spalla per il paese. Si fanno continue soste e le pannodde fanno la loro parte. Sul far della sera, si arriva alla piazzetta e la Cunocchia viene depositata in un angolo.
La terza domenica di Giugno si procede all'unione della Cunocchia con la 'Ndenna. Di buon mattino, quasi a simboleggiare l'intimità dell'unione, i due elementi vengono saldamente uniti con zanche e bulloni di ferro. Nel pomeriggio, verso le 16,00 , dopo aver legato ai rami della chioma numerosi cartellini di legno, detti tacche, ognuno abbinato ad una offerta; si inizia il sollevamento con le apposite proffiche disposte a cavalletto e con la guida delle corde. Di solito, il sollevamento avviene ad opera di decine di persone, le più esperte del paese, sostenute dagli incitamenti e dagli applausi della folla. L'operazione ha fine quando il fusto risulta perfettamente verticale e le proffiche sono tutte a terra, mentre la base del tronco viene interrata nell'apposita buca, che viene riempita di pietre e terriccio.
Al termine delle operazioni di innalzamento, ha inizio la scalata della 'Ndenna; il giovane, che è in grado di raggiungere per primo la Cunocchia, prende tutti i premi. La 'Ndenna e le proffiche vengono poi sorteggiate il giorno della festa alla fine del rito.
Bibliografia Bronzini G.B. (1998) Museo dei culti arborei ad Accettura. Progetto di allestimento, Relazione scientifica con la collaborazione di G. De Vita e F. Mirizzi, "Lares", n. 64, pp. 85-96
Mirizzi F. (1999) I riti arborei in Italia: tra interpretazioni frazeriane e rappresentazioni etnografiche, "Annali della FAcoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi della Basilicata, n. 9, pp. 227-250
Sito internet ufficiale dell'Associazione Pro Loco di Castelsaraceno:
www.prolococastelsaraceno.it

 

Piano di salvaguardia proposto


Partecipazione comunità
Si prevede di organizzare l'evento ricorrendo all'azione volontaria di tutti i soci dell'Associazione Pro Loco di Castelsaraceno, con la fattiva collaborazione delle Istituzioni Locali e tutte le attività economiche operanti nel settore turistico.

 

Dove Mangiare

Ristoranti

Ristorante Panzardi
C.da Frusci, 11
85031 - Castelsaraceno (PZ)
Tel.: 0973 030010 - Fax: 0973 030010
Cell.: 349 3945166
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.panzardi.altervista.org
POSIZIONE: distante km. 12 dal centro abitato
PERIODO DI APERTURA: annuale
SALE DA PRANZO INTERNE: 3
COPERTI SALE INTERNE: 500
COPERTI ALL'APERTO: 150
SERVIZI: riscaldamento - accesso disabili - area giochi bambini - parcheggio riservato - carte di credito
PRENOTAZIONE: consigliata
MENU: a prezzo fisso
TIPO DI CUCINA: tipica locale - specialità carne - per intolleranti (celiachi, diabetici, ecc.)


Ristoranti in albergo

Rifugio Favino
Loc. Bosco Favino snc
85031 - Castelsaraceno (PZ)
Tel.: 0973 832505
Cell.: 329 7412562
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.rifugiofavino.it
POSIZIONE: distante km. 5 dal centro abitato
PERIODO DI APERTURA: annuale
SALE DA PRANZO INTERNE: 1
COPERTI SALE INTERNE: 80
SERVIZI: riscaldamento - accesso disabili - bagno disabili - area giochi bambini - parcheggio riservato
PRENOTAZIONE: consigliata
MENU: à la carte - turistico - a prezzo fisso
TIPO DI CUCINA: tipica locale - specialità carne

Fonte: APT Basilicata

Informazioni aggiuntive

  • Categoria: Percorso Demoetnoantropologico
  • Mese: Maggio
  • Località: Castelsaraceno
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