Al fine di offrirti una migliore esperienza di navigazione, questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la Privacy

LA CITTÀ DELL'UTOPIA - CAMPOMAGGIORE VECCHIO

Localizzazione

l bene immateriale "La città dell'utopia" è radicato nella storia e nella cultura della comunità di Campomaggiore e dei suoi abitanti, ciascuno dei quali è erede e custode dell'esperienza da cui prende origine il bene stesso. Oggi, dunque, praticanti e custodi sono i singoli che vivono nel territorio di Campomaggiore, l'amministrazione comunale che promuove la conoscenza e la valorizzazione del bene, gli studiosi che lo analizzano e stanno ricavando, a più riprese, nuovi elementi e motivi di interesse. In un'epoca come l'attuale, in cui emergono sempre di più alla ribalta delle nuove pratiche economiche e sociali approcci quali la "share economy", la decrescita felice, il consumo di cibo a chilometri zero connesso alla tutela dell'ambiente e così via, la tutela e valorizzazione dell'esperienza storica della "città dell'utopia" ha una valenza universale.

La città dell'utopia nasce geograficamente all'interno dell'abitato oggi denominato Campomaggiore Vecchio ed attualmente fa riferimento all'intero territorio comunale, essendo, il nuovo centro ricostruito a circa 4 km dall'insediamento originario. Il bene immateriale è indissolubilmente connesso allo spazio fisico dei ruderi di Campomaggiore Vecchio, essendo connaturato alla sua nascita ed alla sua evoluzione economica, storica ed architettonica. Si tratta dunque di uno spazio fisico contenente ruderi, strade, piazze, vegetazione e quant'altro può esserci in un borgo abbandonato a partire dal 1885. Da diversi lustri i ruderi sono oggetto di valorizzazione, attraverso l'azione congiunta del pubblico e del privato. Essendo il tema un unicum, riferito ad una precisa vicenda storica verificatasi in un determinato spazio, difficilmente si trova replicata altrove.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Artistica
Valutazione interesse culturale Il tema della città dell'utopia e del borgo di Campomaggiore Vecchio ha sollecitato l'attenzione di studiosi soprattutto a partire dai primi anni'80 del secolo scorso. Essendo il vecchio borgo una "città di fondazione" e nascendo il concetto di utopia sociale insieme ad esso, evidentemente esso è radicato in maniera forte nella storia e nella tradizione culturale della comunità. Rispetto ad un popolo che nasce dalla mescolanza di genti autoctone, pugliesi e campane, richiamate dalla prospettiva di un vivere comune prospero e felice, il concetto della "città dell'utopia" è ciò che costituisce il collante identitario. Oggi, vieppiù, nella fase storica di una globalizzazione talvolta selvaggia, questo valore va conservato e riproposto alle giovani generazioni che spesso ne ignorano persino l'esistenza.
Contesto Il bene "La città dell'utopia" nasce da una storia singolare e di assoluto valore culturale. A Campomaggiore "Vecchio", a partire dal 1741, si realizza un esperimento sociale che porta alla costruzione ed al consolidamento di una comunità, sulla base dei principi del socialismo utopistico propugnati dal filosofo francese Charles Fourier e dall'inglese Robert Owen. I conti Rendina, signori di origine campana, che avevano acquistato il feudo di Campomaggiore pressoché disabitato nel 1673, al fine di popolarlo, emettono, nel 1741, una sorta di "bando pubblico" con il quale promettono, a chiunque giunga a Campomaggiore, la concessione gratuita di due tomoli di terra e la possibilità di tagliare legna, nei boschi di proprietà, al fine di realizzare le travi per costruire le nuove abitazioni. In cambio chiedono manodopera salariata per la coltivazione delle terre. Questo "patto sociale", insieme ad un'altra serie di agevolazioni, fa in modo che molta gente "in cerca di fortuna e progresso" arrivi nel paese, specie dalla Puglia, dalla zona di Bitonto, e dalla Campania. Nasce una piccola comune, con l'introduzione di nuove colture, l'ulivo in particolare, con lo sviluppo di una zootecnia comune, l'introduzione di servizi all'avanguardia per l'epoca (un lavatoio pubblico, uno dei primi cimiteri comunali della regione, un mulino etc.).
Questa mescolanza di popoli viene organizzata in modo originale anche dal punto di vista urbanistico. Teodoro Rendina, uno degli esponenti di spicco della famiglia, commissiona all'architetto Giovanni Pattturelli, allievo di Luigi Vanvitelli, la progettazione della pianta urbanistica del paese che sta nascendo. Il risultato è una "scacchiera", ovvero un tessuto urbano in cui regna l'ordine e l'uguaglianza, con strade che si incrociano ortogonalmente e dove le abitazioni sono tutte delle stesse dimensioni. Al centro regna la grande piazza con il palazzo baronale e la chiesa, posti uno di fronte all'altra. Dagli 80 abitanti del 1741, Campomaggiore arriva a contare 1525 abitanti nell'anno della frana. Una crescita di venti volte in circa 140 anni di storia.
Evidentemente, molte persone guardarono a quel luogo come un ambito del possibile, uno spazio fecondo e pieno di opportunità, quasi una "nuova frontiera".
L'intuizione dei feudatari Rendina, che concedono ai contadini un pezzo di terra da poter coltivare e su cui poter costruire una casa, in cambio del proprio lavoro manuale nei campi, rappresenta un geniale "espediente" per liberare energie, per inserire i contadini all'interno di un progetto di crescita collettiva, sollecitandone il protagonismo. E' il preludio all'affermazione diffusa della proprietà privata. E' forse il primo germe della nascita in loco di una borghesia, è certamente uno stimolo all'affermazione del "self-made man".
Nel corso degli ultimi anni questa vicenda ha fatto parlare di Campomaggiore come della "Città dell'utopia sociale".
Descrizione modalita' di gestione La storia di Campomaggiore Vecchio e degli ideali alla base della fondazione del borgo è stata oggetto di trasmissione orale fra le generazioni. Si è trattato di un passaggio di padre in figlio anche se bisogna considerare che l'evento traumatico della frana, che ha costretto all'abbandono del vecchio sito ed alla costruzione del nuovo, ha causato la perdita di una grande percentuale di popolazione che, dopo aver perso tutto, è emigrata all'estero. Nei primi anni '80 del secolo scorso l'avvio di studi storici e l'analisi dei documenti ha permesso di definire in maniera più netta i confini di quell'esperienza e dei valori di cui è portatrice. Negli ultimi 30 anni sono state promosse una serie di azioni per tutelarne la memoria. Nel 1985, in concomitanza con il centenario del dissesto idrogeologico, vengono realizzate una serie di manifestazioni e convegni che ravvivano l'identità della comunità e ne indagano gli aspetti fondativi. In questo percorso vengono coinvolte anche le scuole e gli studenti, al fine di trasferire anche alle ultime generazioni il senso dell'appartenenza a quella storia. Poi si è operato prevalentemente per la conservazione di una parte dei ruderi che rischiava di scomparire. Nel 2007 vi è stata l'ideazione di un logo che caratterizzasse l'idea di Campomaggiore come "Città dell'Utopia", da utilizzare in tutta la comunicazione istituzionale dell'ente ed in quella di promozione del territorio. Dal 2010 si è proceduto alla messa in sicurezza del palazzo baronale e, dal 2010 fino all'estate 2014, si è svolto lo spettacolo "La città dell'utopia", che ripercorre in chiave fiabesca gli avvenimenti che si vissero in quel luogo. E' certamente questo il momento culminante del percorso di recupero del bene immateriale. Attraverso questo evento in grado di attrarre turisti da fuori regione, in maniera plastica ed impattante, si trasmette ad un pubblico vecchio e nuovo il messaggio di quella esperienza.
Caratteristiche significative Dal punto di vista concettuale il bene "La città dell'utopia" è costituito dalla memoria di una esperienza storica di costruzione di un agglomerato sociale del tutto singolare, che può essere paragonata alle comuni di cui si ha esperienza in Europa nei secoli XVIII e XIX. La caratterizzazione filosofica che è sottesa ha prodotto degli effetti ancora oggi visibili sul piano urbanistico ed architettonico (le strade ortogonali e molto ampie, le case tutte della stessa dimensione, servizi pubblici etc.) e storicamente ha consentito di far coesistere genti provenienti da contesti geografici differenti. Oggi il bene tutelato trova la sua massima espressione nella proposizione dello spettacolo "La città dell'utopia".
L'evento è un "unicum" nel suo genere, rappresentando, vicende storiche che si sono realizzate esattamente nel posto in cui vengono rappresentate e possedendo, il Comune di Campomaggiore, il know-how, i costumi, il software, le proiezioni architetturali e tutta l'attrezzatura necessari per implementarlo. Lo spettacolo è di solito programmato su 10 repliche, ciascuna della durata di 1 ora e 15 minuti circa, a partire dalle ore 21.
Vengono coinvolti:
- 5 attori di fama nazionale che recitano dal vivo;
- 11 danzatori , di cui 7 per la danza sul palcoscenico e 4 per la danza aerea;
- 2 tecnici della danza aerea;
- 1 direttore tecnico;
- 1 regista e 1 aiuto regista, che reclutano e coordinano tutto il cast artistico, presenziando in cabina di regia, a tutte le prove e rappresentazioni;
- 2 assistenti elettricisti;
- 2 sarte;
- 1 coreografo;
- 30 bambini che partecipano come comparse;
- diverse persone, addette alla guardiania del sito di Campomaggiore Vecchio, nelle sole ore notturne, per circa 1 mese.
Il Comune di Campomaggiore, con il proprio personale, si occupa della pulizia dell'area interessata dallo spettacolo (circa 16 mila metri quadri), del montaggio di attrezzature quali il palco, la tribuna (avente una capienza di 700 posti a sedere), le torri per le luci, e il c.d. "diamante", ovvero una struttura metallica di 6 metri di diametro, a forma, appunto, di diamante.
Sono inoltre prese a noleggio alcune attrezzature, tra cui:
- un'auto gru, necessaria per la danza aerea;
- un gruppo elettrogeno da 150 kw, per fornire energia elettrica;
- 3 bagni chimici;
- tre container, adattati a camerini per attori e danzatori.
Il costo complessivo per realizzare le 10 repliche dell'evento è pari a circa 130 mila euro
Altro momento fondamentale di valorizzazione del bene immateriale è rappresentato dalle visite guidate garantite ai turisti e visitatori che giungono nel corso dell'anno a Campomaggiore, a cui viene raccontata la storia del borgo, la sua origine, vengono fatti visitare i ruderi e così via.
Bibliografia Di Giuseppe Damone:
- Lettura storico critica di una ghost town. Il progetto utopico di Campomaggiore-Cues Edizioni (2013);
- Quale futuro per i paesi abbandonati: idee progettuali per tutela e valorizzazione - Atti 2° convegno internazionale - Firenze(2014);
- (2013) La ricostruzione di Campomaggiore in Basilicata - Atti Workshop,ROMA;
- (2013) Il patrimonio delle ghost town tra memoria e valorizzazione. Atti 35° congresso internaz. Matera;
- (2013) Il rilievo per lo studio della "giovane archeologia":metodi tradizionali ed innovativi. Convegno Internaz.;
- (2012) Innovazione e tradizione per il rilievo e la rappresentazione della "giovane archeologia". Atti IV Congreso Internaz.-La Plata,Argentina;
- (1997) "Campomaggiore, archeologia dell'edilizia storica" di Pierfrancesco Rescio; Ed. CSCM;
- (1985) "Campomaggiore, storia di un paese lucano" di Giuseppe Filardi;
Articoli: l'Unità giugno 2007; La Stampa, 25 agosto 2010. Siti internet www.comune.campomaggiore.pz.it e www.cittadellutopia.it

 

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
L'evento coinvolge l'amministrazione comunale, che ne è promotrice; le associazioni locali, su tutte la Pro-Loco e l'associazione Teodoro Rendina, che si occupano principalmente dell'accoglienza degli spettatori, delle visite guidate e della segreteria; circa 30 bambini del paese che partecipano con il ruolo di comparse all'interno dello spettacolo; operai chiamati a svolgere attività di portierato notturno al sito di Campomaggiore Vecchio ed a gestire il parcheggio degli autoveicoli; gli operatori economici che assicurano il vitto e l'alloggio del cast e dei tecnici; l'intero sistema turistico locale.

 

Dove Mangiare

In allestimento

Fonte: APT Basilicata

Informazioni aggiuntive

  • Categoria: Percorso Artistico
  • Mese: Agosto
  • Località: Campomaggiore
From: