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IL CHIMICO FRANCESCO MAURO

Localizzazione

Il luogo culturale di riferimento è Calvello dove è nato il 4 novembre 1850, in un palazzo origine medievale, nei pressi della chiesa romanica di S. Maria de Plano. Il padre, Giovanni, era avvocato, la madre, Chiara Porcellini, apparteneva ad una ricca famiglia di proprietari terrieri. L'ambiente sociale nel quale Francesco muove i primi passi è di un paese povero dal quale i più coraggiosi fuggono prendendo la via dell'oceano per raggiungere con navi a vapore il sud d'America e gli Stati Uniti e costruirsi una vita migliore.
Francesco, di animo ribelle e precoce sensibilità non sfugge a questa tentazione: appena tredicenne si imbarca in una nave diretta in America. Ma il suo destino è evidentemente un altro. A Marsiglia la nave deve fermarsi perché a bordo si diffonde un'epidemia che colpisce anche lui costringendolo a tornare a Calvello. Tuttavia questa delusione e il momentaneo fallimento del tentativo di cambiare le sue prospettive future, lo stimolerà a intraprendere un differente percorso dando un nuovo indirizzo alla sua vita.
Riprende così a studiare, prima a Calvello poi a Napoli dove frequenta con risultati eccellenti il liceo classico. Si iscrive alla Facoltà di Chimica e si laurea nel 1873, all'età di 23 anni.
Inizia così una folgorante carriera che lo porterà in meno di un decennio a diventare uno degli esponenti più brillanti della Chimica Italiana della seconda metà dell'800: allievo Cannizzaro, accademico dei lincei, ordinario di Chimica prima a Roma poi a Napoli, Direttore Scuola di applicazione per gli Ingegneri di Napoli, sperimentatore di linee di ricerca innovative che assicureranno alla sua attività di ricerca una lunga fortuna critica. Sulle tematiche di Mauro si cimenteranno tanti importanti scienziati, tra cui su tutti il premio Nobel Linus Pauling

La Localizzazione geografica è Calvello e in particolare il Rione del Piano dove si trova il palazzo della famiglia Mauro. Un vicolo porta il nome della famiglia. Altri riferimenti a Mauro sono legati alla famiglia materna i de Porcellinis, tra le famiglie più influenti nella storia ottocentesca di Calvello.
La valorizzazione concreta della figura scientifica di Francesco Mauro è un fatto abbastanza recente che è partita da uno studio biografico svolto da discendenti del Mauro che hanno coltivato la memoria orale e conservato alcuni documenti tra cui articoli scientifici, titoli accademici, lettere.
A tal riguardo va detto che la scomparsa avvolta nel mistero dello scienziato lucano, la mancanza di discendenti, l'assenza di rapporti tra la famiglia di Mauro e la moglie, Eugenia Didelot, che alla morte del marito si chiuse in un convento, non hanno contribuito a tramandare la memoria di Mauro sia nel contesto scientifico e professionale in cui operò sia nel paese natìo.
Le iniziative volte a commemorare la figura di Mauro saranno non solo un contributo volto ad arricchire la memoria e l'identità della comunità calvellese ma anche un'opera di valorizzazione della storia scientifica italiana della seconda metà dell'800. Ciò garantirà un respiro nazionale ed un interesse nazionale delle iniziative che si vorranno organizzare, come è già successo nel convegno del 2014 con la partecipazione di due chimici di fama nazionale e internazionale accademici dei lincei Giovanni de Maria e Vincenzo Schettino

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
Valutazione interesse culturale Il 5 aprile del 1893, in uno dei laboratori di chimica dell'Università di Napoli, viene trovato il corpo senza vita del chimico Francesco Mauro nato a Calvello nel 1850. Il padre era un avvocato mentre la madre, Chiara Porcellini, discendeva da una facoltosa famiglia del luogo. Francesco Mauro ha la fortuna di diventare un collaboratore di Stanislao Cannizzaro e di cominciare a fare a tappe forzate la carriera accademica che lo porta a ricoprire la cattedra di chimica docimastica presso la Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Napoli (la futura Facoltà di Ingegneria). Muore improvvisamente nel suo laboratorio e la sua figura nel giro di non molti anni viene completamente dimenticata, ma non da alcuni discendenti che ne conservano documenti e memoria orale da cui è partita la ricerca di alcuni studiosi di chimica dell'Università di Potenza, Napoli e del CNR.
Lo scopo della ricerca, promossa e finanziata dal Comune di Calvello, è stato quello di ricostruire la figura di Mauro nel contesto socio-culturale e scientifico italiano ed europeo. In particolare le ricerche hanno seguito diversi filoni di indagine alcuni più focalizzati nel ricostruire le vicende biografiche di Mauro nel contesto storico-sociale del luogo natio, altri incentrati sulla carriera scientifica e sul rapporto istituzionale e scientifico con il mondo accademico della chimica italiana. Specifici contributi sono stati dedicati alle linee di ricerca di Mauro, dall'analisi delle acque alla chimica del molibdeno, e alla sua fortuna critica anche dopo la sua morte. Nel 2014 la pubblicazione delle opere di Francesco Mauro e il convegno di presentazione del libro sono stati un evento significativo volto alla valorizzazione della figura di questo personaggio nato e cresciuto a Calvello. Questa esperienza non deve essere perduta e va mantenuto vivo il ricordo e l'orgoglio di annoverare fra i cittadini di Calvello una figura così significativa.
Tra gli uomini illustri della Basilicata Francesco Mauro risalta per essere stato uno dei pochi ricercatori dal respiro nazionale ed internazionale. La dimostrazione è data dai numerosi titoli accademici, dalla fortuna critica della sua produzione scientifica, dalle linee di ricerca di grande interesse quali la chimica analitica applicata allo studio delle acque, che gli valse la stima professionale dei colleghi, e lo studio della sintesi dei composti del molibdeno, campo di ricerca ancora oggi promettente, che gli consentì di fare un ulteriore salto nella considerazione scientifica internazionale.
La memoria di Francesco Mauro se ben conosciuta e valorizzata potrà costituire un riferimento culturale per la Basilicata e Calvello al fine di ispirare idee e attività nel campo della divulgazione scientifica, iniziative imprenditoriali coerenti con modello di sviluppo sostenibile che coniughi il petrolio con l'ambiente, lo sfruttamento delle risorse e la protezione del paesaggio.
Contesto Nei primi anni della sua attività di ricerca si dedica all'analisi delle acque potabili che a quell'epoca era di grande interesse e di forte impatto sociale e politico, acquisendo una tale competenza e fama che gli valsero l'incarico di analizzare le acque delle città di Roma e Padova e delle terme di Telese. Agli inizi degli anni '80 Mauro cambia tema di ricerca. Dalle problematiche concernenti l'analisi delle acque, passa allo studio di un elemento chimico fino a quel momento poco studiato dalla comunità scientifica dell'epoca, il molibdeno.
I primi frutti del nuovo tema di ricerca non si fanno attendere.
Mauro si dedica in particolare a sperimentare nuovi metodi di preparazione del biossido di Molibdeno. Come è noto il molibdeno non si trova puro in natura e i composti reperibili venivano confusi, fino al XVIII secolo, con composti di carbonio o piombo.
Dalla letteratura scientifica dell'epoca si aveva conoscenza di tre diversi metodi tra cui uno messo a punto da Jöns Jacob Berzelius padre della Chimica moderna insieme con a John Dalton, Louis Proust e Antoine Lavoisier
Ciò che mancava nella letteratura scientifica e nella pratica sperimentale dell'epoca era un metodo per preparare cristalli misurabili al fine di compararli a quelli di altri biossidi.
Nell'ambito della chimica del Molibdeno, Mauro studiò, inoltre, tutte le possibili combinazioni con elementi, quali il nobio, il titanio e il cromo al fine di stabilirne il grado di analogia. I risultati di tale studio furono pubblicati nel 1888 in una memoria, questa volta a firma solo sua, sempre negli Atti della R. Accademia dei Lincei, dal titolo Studio sui fluossisali di molibdeno.
In questa pubblicazione, forse quella che ha avuto il maggiore impatto scientifico, Mauro descrive i fluossi-pomolibdati di potassio e di ammonio da lui ottenuti per la prima volta. Lo scienziato lucano dimostra per la seconda volta come la sostituzione di un atomo di fluoro ad uno di ossigeno, non alterasse la forma cristallina, pur cambiando la forma di combinazione chimica.
Il risultato innovativo assicurerà alla sua attività di ricerca una lunga fortuna critica. Sulle tematiche di Mauro si cimenteranno tanti importanti scienziati, tra cui su tutti il premio Nobel Linus Pauling
Descrizione modalita' di gestione Pubblicazione di un volume
"Francesco Mauro, un chimico lucano", a cura di D'Auria et al., Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2014

Organizzazione di due convegni:

9 marzo 2012, Convegno "Francesco Mauro: storia di un chimico lucano".
20 settembre 2014. Seminario di studi: "Francesco Mauro: un chmico lucano"

Negli anni precedenti si sono tenuti diversi incontri anche in presenza di discendenti con il fine di mantene viva la memoria dello scienziato calvellese..
Caratteristiche significative Dopo appena tre anni dalla sua laurea Mauro diventa assistente del prof. Stanislao Cannizzaro alla cattedra di Chimica presso la Scuola di Applicazione per gli Ingegneri dell'Università di Roma. Nel 1882 è vincitore di concorso alla Cattedra di Chimica docimastica nella R. Scuola degli Ingegneri di Torino.L'anno successivo 1883 Mauro viene nominato professore straordinario di Chimica Docimastica e direttore del relativo laboratorio nella Regia Scuola di applicazione per gli Ingegneri di Napoli. Il 1888, anno della sua consacrazione, entra a far parte dell'Accademia dei Lincei, su segnalazione di Cannizzaro. Nel 1890 è nominato accademico della Società Reale di Napoli Sezione delle Scienze Fisiche. Nello stesso anno diventa Direttore della Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Napoli, poi divenuta Facoltà di Ingegneria, rimanendo in carica fino alla sua morte avvenuta nel 1893.
Bibliografia M. Fileti, F. Mauro, Analisi di alcune acque termo-minerali di Civitavecchia, Roma, 1878.
G. Sormani, F. Mauro, Le acque potabili considerate sotto l'aspetto igienico e chimico, Milano, 1880.
Sur les acides complexes contenant de l'acide borique, Bulletin de la Société Chimique de Paris 1880, 33, 564-565.
Sul trimolibdato sodico ammonico, Atti R. Accademia dei Lincei, Serie Scienze M. F. N., Serie 3, 1881, 5, 166-169.
Ueber Natrium-Ammonium-Trimolybdat, Berichte der Deutschen Chemischen Gesellschaft 1881, 14, 1379-1382.
F. Mauro, L. Danesi, Ueber eine Methode zur volumetrischen Bestimmung des Molybdäns, Zeitschrift für Anaytische Chemie 1881, 20, 507-514.
F. Mauro, R. Panebianco, Biossido di molibdeno, Atti R. Accademia dei Lincei, Classe di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Serie 3, Memorie 1881, 9, 418-423.
F. Mauro, R. Nasini, A. Piccini, Analisi chimica delle acque potabili della città di Roma, Roma, 1884.
Studio sui fluossali di molibdeno, Atti R. Accademia dei Lincei, Classe di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali, Serie 4, Memorie, 1888, 5, 398-409.
Ancora dei fluossali di molibdeno e sulla non esistenza del fluoruro ramoso, Atti R. Accademia dei Lincei, Classe di Scienze M. F. N., Serie 5, Rendiconti, 1892, 1, 194-203.
Weiteres über Molybdänoxyfluorid und über die Nicht-Existenz des Kupferfluorürs, Zeitschrift für Anorganische Chemie 1892, 2, 25-35.

 

Piano di salvaguardia proposto

 Partecipazione comunita'
Coinvolgimento delle scuole secondarie inferiori e superiori delle comunitò di Calvello e dei centri limitrofi
Incontri divulgativi su tematiche relative alla ricerca scientifica, la chimica verde, economia della conoscenza
Incontri con le scuole in previsione dei Giochi della Chimica

 

 

Dove Mangiare

In allestimento

Fonte: APT Basilicata

Informazioni aggiuntive

  • Categoria: Percorso Storico
  • Mese: Aprile, Maggio
  • Località: Calvello
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