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10 AGOSTO1861

Localizzazione

Luogo culturale     
Ruvo del Monte. La manifestazione si svolge con la partecipazione delle seguenti Associazioni Culturali: 'I Briganti di Crocco' di Rionero in Vulture, 'Ambasciatori Lucani' di Potenza, 'Il Castello' di Potenza, 'Vibrazioni Lucane' di Rionero in Vulture, 'Silvestro Folk' di Montesano S.M., associazioni locali e gruppi di giovani e cittadini.
Localizzazione geografica     
Strade del borgo ruvese, che furono teatro dell?evento storico, ora narrato, rappresentato, rivissuto.
E' la rievocazione di un evento storico importantissimo, che ha interessato questa comunità, cioè il "10 agosto 1861", allorquando i briganti assediarono e saccheggiarono il paese, trucidando numerose persone.

Descrizione del bene

 

  Aree tematiche Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
Valutazione interesse culturale La rievocazione di questo funesto evento si ritrova sia nella memoria degli anziani, sia in documenti storici. La sua salvaguardia serve a tramandarne la memoria ai giovani e alle future generazioni, perché sia di sprone a riscoprire la propria storia, le proprie radici, e di ammonimento sulle barbarie che possono essere perpetrate, a torto o ragione.
Contesto L'Unificazione del Meridione non aveva portato alla pacificazione del territorio, ma dato avvio ad una lunga e sanguinosa occupazione militare volta a sedare la ribellione che, in opposizione al nuovo Stato e sostenuta da finanziamenti borbonici, coinvolse in maniera diretta o indiretta larghe fasce di popolazione fino a trasformarsi nella protesta sociale, che alimentò il brigantaggio. Questo, sintomo di un male profondo ed antico, con tutto il carattere disperato che lo sosteneva, aveva trovato alimento nell'imposizione di tutte quelle norme e leggi piemontesi, estranee al sentire della gente e tra cui ebbero un impatto dirompente la proscrizione obbligatoria di cinque anni e la mancata risoluzione dei vincoli che opprimevano un'agricoltura involuta ed antiquata..
Il popolo viveva nella miseria più nera e nell'ignoranza. Non partecipava alla vita politica dello Stato, perché il diritto di voto era basato sul censo.
La guerra ad oltranza che, per quasi un decennio, il nuovo Stato combattè contro il brigantaggio con l'impiego di un esercito smisurato, le atrocità che coinvolsero indiscriminatamente comunità inermi, marcarono una profonda rottura tra le popolazioni meridionali ed il nuovo Stato, verso cui si manifestò un'avversione maggiore di quella contro il precedente regime borbonico. Tutto senza che i nuovi amministratori tentassero di arrestare la diffusa corruzione e di modificare i privilegi imperanti di cui godevano le poche famiglie vicine ai palazzi del potere
In questo contesto si consumò l'efferato saccheggio di Ruvo ed eccidio di tanti cittadini da parte delle orde di briganti capeggiate dal generale Crocco.,
Ruvo, allora, contava tantissimi abitanti. Era un paesello ridente sulla collina, tutto circondato da boschi e terreni coltivati.
La sua economia era a carattere prevalentemente agrario.
L'organizzazione sociale era ancora di tipo feudale. I ricchi proprietari terrieri erano i 'signorotti' del paese, mentre i contadini lavoravano le loro terre e pagavano dei fitti molto alti e, di conseguenza, rimaneva ben poco per loro e le loro famiglie.
Vi era, poi, la classe degli operai ed artigiani (manovali, muratori, fabbri, calzolai, falegnami, mugnai ecc.), dei professionisti (medico, farmacista, avvocato) degli impiegati (comunali e doganali)
La vita povera, i soprusi subiti dai signorotti spinsero anche i contadini del Sud Italia alla macchia.
Dei briganti arrestati, infatti, quasi il 90% apparteneva al misero ceto dei braccianti agricoli.
A Ruvo del Monte non ci furono briganti, ma vi erano manutengoli, cioè quelli che spalleggiavano e favorivano i briganti. C'era, però, una brigantessa, una certa Maria Giovanna Tito, compagna del noto generale dei briganti Carmine Crocco.
Il 10 agosto 1861, dopo le fallite trattative con il Sindaco di Ruvo, le orde dei briganti assediarono e saccheggiarono Ruvo, incendiarono l'archivio municipale e trucidarono numerosi cittadini.
Descrizione modalita' di gestione Ricordare le proprie origini è importante. Il passato, fatto di ricordi, deve esserci ed è importante; lo è a livello individuale perché ricordandoci da dove veniamo ci fa capire chi siamo; lo è a livello collettivo perché su di esso si configura il sentimento d'identità che discende dal sentirsi coralmente partecipi di una storia comune. Siam consapevoli e convinti che fatti traumatici come quelli accaduti non possono essere né dimenticati né rimossi.. Rielaborare la memoria significa renderla viva e di più facile accesso anche da parte di chi quei fatti non li ha vissuti, ovvero diffonderla anche e soprattutto fuori dal nostro ambito.
La prima rievocazione storica, anno 2011,ha prodotto,a testimonianza,una lapide commemorativa in marmo, ubicata, in punto centrale del paese,ove,ricordando il tragico avvenimento, sono scolpiti i nomi dei cittadini trucidati. Nella seconda edizione, anno 2012 è stato pubblicato e distribuito a cittadini, turisti ed emigranti, un piccolo volume dal titolo: "Rievocazione storica dell'assalto e saccheggio di Ruvo del Monte del 10 agosto 1861 ? tra racconto e drammatizzazione". Si è parlato, in esso, dei fatti strettamente accaduti all'epoca e di come essi sono stati rappresentati nella manifestazione del 2011.
Nella terza edizione (2013), di nuovo un opuscolo, in cui è stata trattata la struttura della società all'epoca dei Briganti, con usi e costumi dei vari ceti sociali ed il dramma dell'emigrazione, come conseguenza di tanta povertà imperante e apposta una targa commemorativa in ricordo dei tanti emigrati, periti anche nel raggiungimento del loro sogno di libertà.
Nell'anno 2014,con la quarta edizione della suddetta rievocazione storica,sono stati illustrati alcuni aspetti di vita, a partire da quell'epoca sino a giungere alla metà degli anni 1960 e, precisamente: "cosa si mangiava", "come si veniva curati", "come ci si divertiva". Da aggiungersi foto e video, per ogni anno.
Caratteristiche significative Anche quest'anno, in occasione della 6^ edizione, La ricostruzione avverrà con la partecipazione delle associazioni sopra riportate e con il coinvolgimento di gruppi di giovani e di altri cittadini.
La rievocazione 2015,. Sarà articolata in tre giorni : 10-11 e 12 agosto.
Nella prima giornata si effettuerà la parata sfilata di briganti, anche con cavalli, per le vie del paese, teatro di quegli avvenimenti del 10 agosto 1861, con spari ed urla, seguiti da soldati borbonici, dalla Guardia nazionale e bersaglieri piemontesi, dai vari ceti popolari, tutti con fedeli costumi d'epoca, per rievocare detto funesto evento. Il tutto si chiude con una drammatizzazione nell'anfiteatro comunale o piazza del paese e serata folk del "popolino".
La seconda giornata tratterà il tema dell'importanza, sul piano sociale, culturale ed economico, delle "fonti di acqua". Sarà allestita apposita mostra con poster delle maggiori fonti del territorio. Nel passato, nelle campagne, quando non c'erano i moderni acquedotti rurali, l'approvvigionamento idrico avveniva presso i pozzi, che erano numerosi, o presso torrenti e fiumi (il territorio ruvese ne è ricco). Un ruolo importante, però, anche dal punto di vista sociale, lo avevano le fontane rurali ed i fontanini dell'abitato.
Questi erano un punto di ritrovo per le donne quando ancora si lavavano i panni sulla pietra.
Un luogo privilegiato per lo scambio e la diffusione di notizie ed informazioni, che facilmente scadevano in pettegolezzi. Le fontane erano anche luoghi di appuntamenti amorosi. Accanto al lavatoio c'era sempre il fontanino luogo di ristoro al rientro dal faticoso lavoro nei campi e c'erano le piccole e grandi vasche per abbeverare gli animali (asini, capre, pecore ecc.).
Tra le fontane da ricordare c'è quella del bosco Bucito, denominata "U' Funtanil'", detta anche la "Fontana dei briganti". Essa, infatti, è ubicata nel lussureggiante bosco di Bucito, nella vallata sottostante la storica struttura del "Casone", teatro di battaglie tra le truppe piemontesi e le orde dei briganti di Crocco, che in quel territorio, fitto di querce di alto fusto, con una splendida ed ombrosa vegetazione ed una ricca fauna, avevano, appunto, il loro quartier generale, lontano dagli abitati, ma che permetteva loro di osservare tutti i movimenti delle truppe nazionali e decidere le loro scorribande e seminare il terrore nei paesi e nelle aziende agricole della zona.
La terza giornata, infine, sempre sul tema dell'acqua e delle fontane, luoghi di incontro e di amori, sarà dedicata alle serenate, presso le varie fontane, con la ricerca di canti e serenate di una volta e serata musicale conclusiva in piazza. Il tutto sarà documentato in apposito opuscolo, video e poster.
Bibliografia Don Gerardo Gugliotta 'I fatti di Ruvo del 10 agosto 1861 - rivolta sociale e brigantaggio nel Melfese in Basilicata'- luglio 2013 - Valsele Tipografica srl;
Mons. Giuseppe M. Ciampa 'Ruvo del Monte - Notizie storiche' - Tipografia 'Casa del Sacro Cuore' S.Agata P.- 1959;
Saraceno Michele 'Il brigantaggio post unitario nella regione del Vulture' 1985;
Periodico 'Notiziario Ruvese, presso Comune di Ruvo del Monte e archivio storico di casa del dott. Patrissi

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
L'evento coinvolge emotivamente la gente, gruppi di giovani e meno giovani prendono parte alla manifestazione come figuranti, unitamente alle associazioni interessate.
Numerosi sono le persone che accorrono dalla zona ad assistere a detta singolare manifestazione, che è oggetto anche di interesse da parte della stampa e di TV private.

Dove Mangiare

In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Informazioni aggiuntive

  • Categoria: Percorso Storico
  • Mese: Agosto
  • Località: Ruvo del Monte
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