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Sabato, 03 Giugno 2017 16:09

PER LE ANTICHE VIE DEL PIETRAFESA

Luogo culturale     
Centro storico di Satriano - il borgo antico.
Localizzazione geografica   
Satriano di Lucania: luogo di nascita di Giovanni De Gregorio detto "Il Pietrafesa", riconosciuto artista del 1600, aderente alla corrente artistico/culturale del manierismo napoletano.
A Satriano sono conservate n. 2 tele attribuite all'artista su menzionato; un affresco posto nella parete centrale della cappella intitolata a San Giovanni il Battista; numerosi murales che raccontano la nascita e il lavoro dell'artista localizzati per lo più nel nucleo storico del paese; diverse monografie conservate presso la biblioteca comunale.
In diversi comuni della provincia di Potenza, di Matera e della Valle di Diano sono rintracciabili opere attribuite al De Gregorio.
Le sue spoglie mortali sono conservate presso la Chiesa Madre di Pignola (PZ).

 

Descrizione del bene

 

  Aree tematiche Artistica
Valutazione interesse culturale Il contesto territoriale in cui si inserisce l'intervento è quello del Comune di Satriano di L., in passato antica Pietrafesa, paese che ha dato i natali ad uno dei più importanti artisti meridionali del Seicento Giovanni De Gregorio detto il "Pietrafesa".
Il Pietrafesa operò in un secolo di forte religiosità, offrendo la sua arte alla Lucania, pellegrinando come un frate laico ovunque vi fosse bisogno di lui e della sua capacità di rappresentare con immagini e pitture mirabili i misteri della fede e le storie della Madonna, degli Angeli, dei Santi e, soprattutto, di Cristo.
Contesto L'Italia meridionale del 1600. Corrente artistico-culturale del manierismo napoletano.
Descrizione modalita' di gestione L'intervento di animazione culturale e di interesse specifico per la comunità, gli operatori economici ed i visitatori, si muove attraverso la valorizzazione della figura di Giovanni de Gragorio, detto "il Pietrafesa", attraverso due forme di intervento:
1.Recupero della tradizione attraverso la rievocazione dei giochi di un tempo, come ad esempio il tiro alla fune, la corsa con i sacchi, il palo della cuccagna, ecc.; una grande estemporanea di pittura da organizzare con il supporto di associazioni specializzate presenti sul territorio, per un intervento di animazione per favorire la visita nel centro storico di Satriano di Lucania. Le vie si coloreranno di arte e di creatività per un paese che si veste in festa per un grande omaggio al suo pittore. Alla predetta estemporanea seguirà la premiazione delle tele più interessanti attraverso la costituzione di una giuria composta da esperti riconosciuti.
2. Promozione dei prodotti tipicamente locali attraverso il coinvolgimento degli operatori economici., in primis le aziende agricole presenti sul territorio. Esse saranno inserite all'interno dell'evento mediante la predisposizione di un percorso gastronomico pensato per le vie del centro storico di Satriano di Luc. Ad animare il percorso stesso saranno presenti artisti di musica popolare e tradizionale. Per creare un'ambientazione di particolare interesse che rappresenti un valore aggiunto e distintivo dell'evento, saranno proposti i "quadri plastici umani" che raffigureranno una specifica tela del "Pietrafesa". Questa sarà oggetto di convegno di studio, tenuto da un esperto, presso la Rocca Duca di Poggiardo, attuale sede del museo multimediale dedicato all'artista, al fine di approfondire la figura dello stesso e della sua opera.
Caratteristiche significative Il pittore Giovanni de Gregorio è conosciuto soprattutto con l'appellativo "Il Pietrafesa" o "Pietrafesano", soprannome col quale ama firmare le sue opere e che rimanda al paese natio, l'antico toponimo dell'odierna Satriano di Lucania.
La sua nascita a Pietrafesa intorno al 1579 si ricava da un documento notarile del 1595[2], in cui si rileva che il pittore Fabrizio Santafede, a Napoli, si accorda con Gregorio de Gregorio per prendere a bottega per sei anni il figlio quindicenne Giovanni.
Dopo il 1595, quando inizia il suo apprendistato partenopeo, le fonti archivistiche tacciono, e l'assenza di informazioni rende molto ardua la ricostruzione di questo fondamentale periodo.
Al 1608 risale la sua prima opera firmata, la Pietà custodita nella chiesa di San Francesco a Potenza. L'opera testimonia il ritorno nella terra d'origine, dove l'alta qualità della sua produzione pittorica gli conferisce un ruolo da protagonista e una posizione di assoluto prestigio nell'arte lucana del tempo.
Fino alla metà degli anni Trenta del Seicento la sua attività pittorica è febbrile. Molti paesi dell'area compresa tra la Lucania e il Principiato Citra, infatti, conservano testimonianze pittoriche de Il Pietrafesa, spesso custodite in chiese e conventi appartenuti all'Ordine Francescano.
Gli ultimi lavori sono datati tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta (come la Crocifissione con San Domenico, del 1653, per la Chiesa delle Domenicane a Matera).
Da alcuni documenti riguardanti un figlio di Giovanni, Giuseppe, anch'egli pittore, si deducono importanti informazioni sull'ultima fase de Il Pietrafesa[3]. Giovanni de Gregorio, dopo la nascita del figlio a Vignola (1637 ca., oggi Pignola), si ritira a Pietrafesa, dove vive fino alla morte avvenuta nell'anno 1656. Ciò esclude che l'artista sia morto nel 1646, come riferisce Costantino Gatta[4], il quale senz'altro trascrive in maniera erronea l'epigrafe tombale del pittore, tumulato nella chiesa parrocchiale di Pignola.
Bibliografia - Silvano Saccone, Petrafisianus Pingebat, Fausto Fiorentino Editore, Napoli, 1993.
- Stefano de Mieri, Profilo storico-critico dell'opera di Giovanni de Gregorio detto Il Pietrafesa, Il Palco dei Colori, 2012.
- Francesco Abbate, Storia dell'arte nell'Italia meridionale, Volume III, 2001, pp. 359-360.
- Rossella Villani, Pittura in Basilicata.
- Silvia Sbardella, Dizionario biografico degli Italiani, 2003.
- Lauramaria Figundio, Il Palco dei Colori in In Arte Multiversi, anno VIII - nº 5, 2012, pp- 5-6

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
Sono coinvolte tutte le associazioni culturali presenti sul territorio, gruppi musicali,artisti, operatori economici (artigiani, ristoratori e commercianti).

Dove Mangiare

 In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari

Luogo culturale     Il Lucania Etno Folk Festival nasce e si svolge nel comune di Satriano di Lucania, porta d'ingresso della Basilicata versante campano e avvolto dalla Valle del Melandro dove sorge uno tra i borghi più belli della Basilicata.
Alcuni anni fa è nato un progetto, continuato nel tempo, di un festival di musica popolare denominato 'LUCANIA ETNO FOLK'; dal 2010 tale festival è stato riconosciuto quale evento consolidato dalla Regione Basilicata. 'LUCANIA ETNO FOLK' è stato ideato per la valorizzazione della musica folk,
letteralmente musica del popolo e canto popolare, che affonda le proprie radici di una determinata etnia, popolazione e ambito geografico.In Basilicata esistono molti gruppi che hanno ricercato le origini della musicapopolare e portato avanti la tradizione, tra cui citiamo: Antonio Infantino,Tarantolati di Tricarico, Ethnos, Michele di Potenza, Amarimai e AgostinoGerardi. I gruppi musicali simbolo della tradizione popolare Lucana portano a conoscenza cultura, origini e tradizioni del folk, promuovendoli ai visitatori, che con l'occasione popolano la cittadina ed il territorio, conoscendo strumenti classici quali la zampogna, il tamburello, le ciaramelle e l'organetto.
Il 'LUCANIA ETNO FOLK', effettuato ogni anno, invita il visitatore ad una scoperta dei luoghi in cui si incrocia il festival. L'incontro di diversi musicisti locali, nazionali ed internazionali, ci ha permesso
di incrementare le presenze alla manifestazione ed il flusso turistico attraverso il quale il festival popolare promuove lo sviluppo dell'economia e la valorizzazione del territorio.
Localizzazione geografica     
Satriano di Lucania.
Sono presenti sul territorio scuole di musica che promuovono l'insegnamento di strumenti tradizionali (organetti, fisarmoniche, zampogne, ecc.).
La scuola media di Satriano è di indirizzo musicale.

 

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Artistica
Valutazione interesse culturale Vedi schede successive
Contesto Il Lucania Etno Folk Festival nasce e si svolge nel comune di Satriano di Lucania, porta d'ingresso della Basilicata versante campano e avvolto dalla Valle del Melandro dove sorge uno tra i borghi più belli della Basilicata.
Alcuni anni fa è nato un progetto, continuato nel tempo, di un festival di musica popolare denominato 'LUCANIA ETNO FOLK'; dal 2010 tale festival è stato riconosciuto quale evento consolidato dalla Regione Basilicata. 'LUCANIA ETNO FOLK' è stato ideato per la valorizzazione della musica folk,
letteralmente musica del popolo e canto popolare, che affonda le proprie radici di una determinata etnia, popolazione e ambito geografico.
In Basilicata esistono molti gruppi che hanno ricercato le origini della musica
popolare e portato avanti la tradizione, tra cui citiamo: Antonio Infantino,
Tarantolati di Tricarico, Ethnos, Michele di Potenza, Amarimai e Agostino
Gerardi.
I gruppi musicali simbolo della tradizione popolare Lucana portano a conoscenza cultura, origini e tradizioni del folk, promuovendoli ai visitatori, che con l'occasione popolano la cittadina ed il territorio, conoscendo strumenti classici quali la zampogna, il tamburello, le ciaramelle e l'organetto.
Il 'LUCANIA ETNO FOLK', effettuato ogni anno, invita il visitatore ad una scoperta dei luoghi in cui si incrocia il festival.
L'incontro di diversi musicisti locali, nazionali ed internazionali, ci ha permesso
di incrementare le presenze alla manifestazione ed il flusso turistico attraverso il quale il festival popolare promuove lo sviluppo dell'economia e la valorizzazione del territorio.
Descrizione modalita' di gestione Nell'ambito dei programmi finalizzati alle rassegne, sotto la direzione artistica di
EUGENIO BENNATO, è stato realizzato un CD compilation dal titolo 'LUCANIA
ETNO-FOLK' suonato e costruito dai gruppi che hanno suonato al festival , con
brani classici e storici della musica popolare.
La finalità culturale, didattico-sociale, storico-ambientale è la dimostrazione del
rapporto logico di connessione per divenire mezzo utile all'incremento di presenze
che, mediante le attività e le promozioni, permetta alle manifestazioni, singole
e nel loro complesso, di essere anche strumento per lo sviluppo reale dell'economia
locale legata ai flussi turistici oltre che veicolo di promozione dell'intero
territorio.
Il 'LUCANIA ETNO FOLK' ha l'ambizione di perseguire proprio ciò che manca,
ossia divenire volano di lancio di quel folk, che partendo dalla Basilicata coinvolga
una numerosa presenza di turisti di ogni fascia d'età, attirati dall'unicità dei
luoghi e dall'ospitalità dei suoi abitanti.
Partendo dagli strumenti classici della musica popolare Lucana, quali il tamburello,
le ciaramelle, la zampogna e l'organetto, si è inserita la sana contaminazione
della musica pop.
Unendo così suoni, ritmi e balli di diverse etnie il 'LUCANIA ETNO FOLK' si
propone di far conoscere le tradizioni e le culture regionali, nazionali ed internazionali.
Caratteristiche significative E' un festival che mira alla tutela e salvaguardia della tradizione musicale popolare. Il patrimonio musicale locale e regionale viene promosso attraverso il confronto e la contaminazione con le tradizioni musicali di altre regioni e con le esperienze anche internazionali.

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
Per stimolare la partecipazione della comunità alla preparazione dell'evento saranno attivati una serie di lavoratori di Comunità sul codice del teatro, della musica, della letteratura e dell'architettura rurale. Nel contempo saranno coinvolte le Scuole di San Mauro Forte e dei paesi limitrofi. Saranno coinvolte inoltre le sezioni ANPI d'Italia, l'università di Basilicata, l'Università di Roma "La Sapienza" cattedra di Etnomusicologia e il Conservatorio musicale di Matera. Visto che il Centro Mediterraneo delle Arti è finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali contiamo di costruire sinergie di intenti sia con la Regione Basilicata che con detto Ministero.

Dove Mangiare

 In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari