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Sabato, 03 Giugno 2017 11:11

LA LAVORAZIONE DEL RAME

Localizzazione

Luogo culturale     
le attività artigianali si svolgono in zona rurale e centro storico da artigiani che si tramandano da padre e figlio.
Localizzazione geografica     
C/da Isca

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Saperi tecnici e artigianali
Valutazione interesse culturale Forse non tutti sanno che anticamente i ramai affollavano le strade del paese, intenti a lavorare con il loro martello, con il quale battevano il rame e circondati dai loro mille e diversi attrezzi, quali basamenti di metallo, cesoie, bulini, scalpelli utilizzati per praticare le incisioni.
Utilizzavano questo materiale per realizzare stoviglie, contenitori ed altri oggetti d'uso quotidiano poiché aveva una consistenza più leggera della terra cottura, facilmente soggetta a rotture. Così i santangiolesi iniziarono ad apprendere le tecniche di lavorazione, tramandate poi di generazione in generazione.
Fare il ramaio equivaleva ad imparare il mestiere da piccoli, in tenera età, con la consapevolezza di dover lavorare duramente, per molte ore, con un notevole sforzo fisico. Ogni futuro ramaio apprendeva i segreti del mestiere dal proprio genitore. Nulla era lasciato al caso, non era di certo un lavoro da poter improvvisare su due piedi.
Contesto Un vecchio ramaio, attraverso le sue parole, testimonia la grandissima fatica di questo lavoro "A volte dovevo stare seduto 12 ore per cercare con i vecchi ferri del mestiere, di dare forma e vita ad un oggetto, piegando e ripiegando il rame e ci si rompeva la schiena in questo modo per imparare a lavorare".
Nel dopoguerra sono nate molte piccole industrie a conduzione familiare dove si lavorava il rame grazie ai macchinari ed all'intervento degli artigiani. Hanno avuto molta fortuna nel campo del commercio ed in particolare, negli anni '60 e '70, decretando un grande boom economico.
Oggi la figura del ramaio non è più in voga: non esistono scuole professionali che formano i giovani alla professione e le materie prime hanno un costo davvero alto. Un vero peccato per un patrimonio artigianale immenso, oramai completamente dimenticato, che un tempo rappresentò per il paese motivo di orgoglio e ricchezza.
Descrizione modalita' di gestione Il nostro "testimone" è Parrella Antonino, 'riconvertito' a lavorazioni industriali, pur mantenendo una piccolissima produzione di lavoro artigianale per una ristretta cerchia di conoscenti. Il ramaio era parte integrante di un sistema famigliare che comprendeva la coltivazione, la cura del bestiame ed il periodo di fienagione, la produzione di utensili era certamente di supporto famiglie di contadini e pastori della zona.
Caratteristiche significative Anche oggi la lavorazione del rame rappresenta un artigianato vivo, ma che viene spesso, per ignoranza o mancanza di informazione, accostato alle produzioni di massa per questo motivo rischia di perdere non solo la propria connotazione naturale, la propria identità e peculiarità, ma anche il proprio tessuto economico e lavorativo, mettendo a rischio tutti coloro che lavorano in tale settore e che a lungo andare, nella peggiore delle ipotesi, rischiano di sparire definitivamente. Far sì che tale lavorazione diventi un patrimonio culturale intangibile significherebbe riconoscere un?arte che ancora oggi si tramanda oralmente di generazione in generazione, che impiega praticamente le stesse tecniche, gli stessi strumenti e gli stessi materiali sin dalle proprie origini.
Bibliografia -Basilicata Edivideo Trimestrale di cultura, storia, arte, natura e turismo n.19 Anno IX Marzo 2004 (http://old.basilicatanet.it/dipaeseinpaese/docs/29092006100706.pdf)
- http://www.prolocosantangelolefratte.it/default.asp

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
la partecipazione della comunità avverrà attraverso le scuole, le associazioni artistiche e agenzie turistiche.

Dove Mangiare

 In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari
Sabato, 03 Giugno 2017 11:08

IL RITO DI SAN MICHELE ARCANGELO

Localizzazione

Luogo culturale     
chiesa madre del S.Michele, hanno attinenza l'amministrazione comunale, il comitato San Michele, gli emigranti all'estero e l'associazione delle vie del San Michele e Federazione Europea 'I cammini di San Michele'
Localizzazione geografica     
tutta l'Area del Centro storico partendo dalla Chiesa Madre, Piazza dei Martiri, Via San Michele, via rampa seminario, via Umberto I, via cupa, via Conte di Torino, via Regina M., Via Guglielmo M., Area San Nicola, Via Fontana, Via Gugliemo M., Piazza dei martiri, Via Roma, Largo Principessa Iolanda, Via Roma e Piazza dei Martiri.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Santita' e vissuto religioso
Valutazione interesse culturale Il Paese di Sant'Angelo Le Fratte celebra la festa religiosa del Suo santo Patrono il 29 settembre: San Michele Arcangelo, puro Spirito, capo della Schiera Angelica che è dinanzi a Dio, creata prima della creazione del mondo. Arcangelo perché messaggero speciale della volontà di Dio. Da tempo immemorabile, clero e popolo del paese di Sant'Angelo ,venera e considera S. Michele Arcangelo Protettore e Patrono della città dal 1857 dopo un violento terremoto con il patrocinio di detto glorioso S. Michele il paese fu esente da ogni danno. Per essere stati protetti successivamente la popolazione si impegnò con la penitenza ogni anno all'otto di maggio.
A settembre vi è una grande festa popolare dall'incredibile fascino ma è soprattutto un evento religioso coinvolgente e suggestivo e un richiamo alla fede per migliaia di fedeli. Le feste patronali, costituiscono infatti un tradizionale appuntamento per migliaia di persone, tra devoti, pellegrini, turisti e semplici curiosi, che affascinati dalla cultura, dalle tradizioni, e dalle manifestazioni folcloristiche lucane, ogni anno decidono di trascorrere del tempo nel paese di Sant'Angelo Le Fratte. Non mancano nemmeno le varie delegazioni di emigrati provenienti da diverse parti del mondo che tornano nella città natale appositamente per assistere alla festa.
Pertanto nei giorni di festa, tutta la città si mobilita per accogliere e intrattenere questa moltitudine di persone che vengono attratte, oltre che dalla festa, anche dalla possibilità di partecipare a svariate manifestazioni e a spettacoli di natura diversa.
Contesto La festa religiosa si svolge ogni anno il 29 settembre con la processione del Santo per le vie del paese accompagnata dalla banda musicale locale, la confraternita del SS Sacramento nelle sua divisa ufficiale e migliaia di cittadini accompagnano il corteo religioso.
Il tesoro più prezioso è l'artistica e taumaturga statua di San Michele. È il faro di attrazione, il punto focale intorno al quale si snodano da secoli fatti ed avvenimenti del paese.
La statua in legno di leccio, è un mirabile capolavoro ove tecnica ed armonia si fondono nell'insieme e nei particolari, nella struttura delle luci e nei suoi vari e delicati colori nel misticismo e nel fascino che ispira. È in atteggiamento di vittoria, di sovrumano amore, di supremo gesto di trionfo. Più che da mano di uomo, si direbbe modellata da mano angelica. L'autore, in detto lavoro, ha toccato un vertice sottile di squisita scultura. Le fattezze purissime, leggiadre, perfette, inimitabili, conquistano l'intelligenza, dominano la coscienza, rapiscono ed esaltano l'essere umano in una zona di eccesso misticismo, in una luce di grande, bello, di sovrumano. Il suo sguardo calmo, sereno, puro, intenso, provoca, sviluppa, accresce, ingigantisce una speranza viva, profonda. Si legge in quegli occhi, che ispirano tanta grazia, un accento che salva, una parola che rischiara, un conforto che solleva, una forza che sostiene, un faro che illumina.
La statua viene poi salutata dalla cittadinanza prima del rientro in chiesa con un grande scoppio di mortaretti.
Descrizione modalita' di gestione Il COMITATO di SAN MICHELE è sempre esistito, sotto qualsiasi forma, cammina di pari passo con l'evoluzione del CULTO a SAN MICHELE che si perde nella "notte dei tempi".
Attualmente il COMITATO, è un'organizzazione che ha "unico scopo" incrementare ed accrescere nell'animo dei fedeli l'amore e la devozione verso l'Arcangelo Michele Patronus Principalis, ricercare le origini del Suo Culto, e in particolare, rilevare i momenti salienti del Suo sviluppo organizza i festeggiamenti CIVILI nei mesi in cui è venerato (8 Maggio e tutto il mese di Settembre), dando una fattiva collaborazione anche nell'organizzare i festeggiamenti RELIGIOSI in comune accordo con l'Amministrazione Comunale ed il Parroco del Paese.
La trasmissione avviene in modo del tutto spontaneo, grazie ad una consuetudine consolidata all'interno delle comunità che partecipano al rituale.
Caratteristiche significative La realtà culturale di questo paese, il suo rito, hanno tutte le caratteristiche di autenticità e socio antropologiche per aspirare al riconoscimento di bene intangibile, la ricchezza del patrimonio di cultura popolare e religioso.
Bibliografia -Basilicata Edivideo Trimestrale di cultura, storia, arte, natura e turismo n.19 Anno IX Marzo 2004 (http://old.basilicatanet.it/dipaeseinpaese/docs/29092006100706.pdf)
- http://www.prolocosantangelolefratte.it/default.asp

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
la partecipazione a rito religioso delle comunità europee che festeggiano il San Michele.

Dove Mangiare

 In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari
Sabato, 03 Giugno 2017 10:53

I MURALES

Localizzazione

Luogo culturale     
il luogo Culturale è il centro storico, i praticanti del sapere sono gli artisti che realizzano i murales
Localizzazione geografica     
I murales vengono realizzati sulle intere facciate delle abitazioni del centro storico, proponendosi come la vallata più dipinta d'Italia insieme ai due paesi confinanti della valle del Melandro: Satriano di Lucania e Savoia di Lucani.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Artistica
Valutazione interesse culturale Nati nel 1993 su iniziativa del circolo culturale ANSPI con l'dea di ridare valore estetico ai fabbricati ricostruiti con il terremoto del 1980, che avevano perso la propria identità architettonica urbanistica raccontando con i Murales la storia, la magia, le leggende, gli usi e le tradizioni del popolo contadino Santangiolese che costituisce uno spaccato significativo della Basilicata, ci si immerge in un sistema di vita che riflette ancora certi valori e certe tradizioni della cultura contadina centenari; una terra costituita da un popolo riservato, depositario di racconti della notte dei tempi, conoscitore dei cicli della natura e delle sue dure leggi.
Contesto La storia dei murales a Sant'Angelo Le Fratte inizia nel 1993 sull'iniziativa dell'associazione culturale ANSPI grazie al coinvolgimento dell'associazione di pittori e scultori l'ARPEC (Arte Per Comunicare), che dal 1997 è diventata un iniziativa promossa e finanziata dal Comune che nel 2001 diventa A.P.V. (Arte Per la Valle). Il mito di Dioniso è il primo tema dei murales realizzati dall'associazione Arte Per la Valle, un gruppo di artisti con a capo il pittore Luciano La Torre, che attraverso le opere pittoriche descrive un affascinante percorso di miti, credenze e tradizioni; dal mito delle Sibille, alla citazione biblica di Mosè che scrive i comandamenti, al cittadino di S. Angelo che domina la roccia e continua a costruire tra di esse. In questo momento di necessità e richiesta di difesa del pianeta e di richiamo ai luoghi incontaminati, in questa epoca di rivoluzione culturale necessaria, ancor più si comprende il valore di questi progetti che ripropongono il fascino dei miti, della sacralità immanente della natura, il suo linguaggio simbolico, con un mezzo affascinante e di valore culturale, che diviene proposta ad un turismo diversificato.
Descrizione modalita' di gestione La tecnica di pittura più utilizzata è quella del "vero fresco", in cui i vari pigmenti vengono applicati direttamente sulla superficie del muro appena intonacato, permettendo così il completo assorbimento dei colori. Purtroppo nessuna tutela è garantita ai murales dagli eventi atmosferici e fortunatamente si è provveduto alla restaurazione di parte di essi, si programma sempre il recupero di altri e si continua a dare spazio alla creazione di nuove opere. Perché i murales pur nella loro semplicità, sono un bene da salvaguardare che non appartiene più solamente alla comunità santangiolese (pur essendo parte integrante dell'immagine del paese), ma è patrimonio di chiunque riesca ad apprezzarne il valore artistico e culturale. Un patrimonio capace di attirare, stupire ed affascinare migliaia di visitatori italiani e stranieri.
Caratteristiche significative La realizzazione di queste opere comprende due fasi importanti: la prima ospita momenti di ricerca sulla storia, le leggende, le tradizioni, gli usi e i costumi dei luoghi dove si deve operare, per carpirne l'identità; la seconda invece, è dedicata al completo inserimento nel sociale sia operando per strada tra la gente sia nelle tematiche affrontate. Il murale, poiché si opera in strada, tra la gente comune, attira l'attenzione, diviene "spettacolo"culturale, una scuola all'aperto, che coinvolge emotivamente, entrando nel mondo interiore degli individui, sollecitando la creatività di ciascuno. I murales vogliono 'parlare' a tutti, al di là di qualsiasi diversità di razza, di cultura, di religione e di lingua. Interpretano il bisogno degli abitanti presenti, passati e futuri di urlare la propria identità. Un pensiero o un'emozione possono essere espressi in varie lingue, ognuno può trovare più congeniale a sé una lingua anziché un'altra, così un pittore si può esprimere in tutti i linguaggi visivi, in tutti gli stili. Le opere hanno quindi più letture, da quella più immediata, semplice, riguardante la storia locale, chiara a tutti, a quelle più profonde, di linguaggio simbolico universale.
Bibliografia - Basilicata Edivideo Trimestrale di cultura, storia, arte, natura e turismo n.19 Anno IX Marzo 2004 (http://old.basilicatanet.it/dipaeseinpaese/docs/29092006100706.pdf)
-http://www.prolocosantangelolefratte.it/default.asp
-L'arte murale: il caso lucano. Catalogazione dei murales in Basilicata- Federica Camera - Edizione 2013 - Ufficio Stampa Consiglio Regionale della Basilicata

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
Il murale, poiché si opera in strada, tra la gente comune, attira l'attenzione, diviene 'spettacolo' culturale, una scuola all'aperto, che coinvolge emotivamente, entrando nel mondo interiore degli individui, sollecitando la creatività di ciascuno.
I murales vogliono 'parlare' a tutti, al di là di qualsiasi diversità di razza, di cultura, di religione e di lingua. Un pensiero o un'emozione possono essere espressi in varie lingue, ognuno può trovare più congeniale a sé una lingua anziché un'altra, così un pittore si può esprimere in tutti i linguaggi visivi, in tutti gli stili. Le opere hanno quindi più letture, da quella più immediata, semplice, riguardante la storia locale, chiara a tutti, a quelle più profonde, di linguaggio simbolico universale.

Dove Mangiare

 In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari