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Localizzazione

Luogo culturale     
La fondazione di San Paolo Albanese è da collegarsi agli avvenimenti successivi alla caduta di Corone, città della Morea, ad opera dei turchi nel 1532. Si verificò, allora, una nuova e consistente migrazione, la quarta, di profughi albanesi-coronei verso le coste del Regno di Napoli, dove giunti, si sparsero in direzioni diverse: alcuni gruppi si portarono sul versante orientale del Pollino dando vita anche al centro di San Paolo Albanese.
La cultura minoritaria italo-albanese, arbëreshe, si è mantenuta su una trasmissione orale molto forte e ben radicata in tutte le comunità di origine albanese del meridione d'Italia e soprattutto in quella di San Paolo Albanese.
A dispetto dei cinque secoli che sono passati dalla sua fondazione e a dispetto, anche, del continuo e costante calo demografico la popolazione di San Paolo Albanese ha conservato, intatte nel tempo, le sue peculiarità (lingua arbëreshe - costumi - rito greco-bizantino) e intende, nel futuro, impegnarsi ulteriormente nella loro tutela, esigenza impellente in un momento in cui tutto tende alla globalizzazione e all'omologazione.
Da molti anni a questa parte le Amministrazione Comunali hanno speso forze e impegno, in modo del tutto autonomo, nel privilegiare azioni per la difesa, la tutela, la salvaguardia, la valorizzazione e la promozione della nostra realtà:
- istituendo, con delibera di Consiglio Comunale n.20 del 16.05.1979, una "Biblioteca Comunale Specialistica per Albanofoni";
- istituendo, con delibera di Consiglio Comunale n. 16 del 28.04.1984, il "Museo della Cultura Arbëreshe" ed approvandone il relativo Statuto;
- accogliendo, con grande entusiasmo, la promulgazione della Legge Regionale 10/2002 e della Legge del 15 dicembre 1999 n. 482, in cui si è vista la possibilità di elevare ad eguale dignità anche la cultura minoritaria locale di cui San Paolo Albanese è detentore e nel medesimo tempo di continuare un cammino già intrapreso autonomamente.
Localizzazione geografica     San Paolo Albanese, il più piccolo paese della regione Basilicata, si trova nella Val Sarmento, in Provincia di Potenza, nel Parco Nazionale del Pollino. Il luogo fisico dove si riscopre la storia e le tradizioni di questa piccola comunità è prevalentemente all'interno del borgo antico ma è anche sintetizzato nel Museo della cultura Arbëreshe all'interno del quale sono raccolti strumenti, oggetti e memorie riconducibili alla nascita dell'insediamento umano ritenuto dallo Stato Italiano Patrimonio intangibile da salvaguardare. A tal fine la Repubblica Italiana ha emanato il 15 Dicembre 1999 la Legge n. 482 che prevede, per l'appunto, la tutela e la salvaguardia di questa importante minoranza etnica.

Descrizione del bene

 Aree tematiche

  Saperi tecnici e artigianali
Valutazione interesse culturale progetto "parta - La Lavorazione della Ginestra a San Paolo Albanese", che incorpora un corso di formazione ed un laboratorio, deve costituire un momento formativo in cui vengono proposte ed attuate la ricerca, la conoscenza e l'acquisizione di tecniche sulla trasformazione della ginestra che fanno parte della tradizione di San Paolo Albanese, da intendersi come attività di conservazione nell'ambito delle azioni svolte dall'Amministrazione Comunale e dal "Museo della Cultura Arbëreshe", per la tutela della cultura e delle tradizioni. Il Museo della cultura Arbëreshe di San Paolo Albanese è fulcro e motore di tutte le attività di tutela, salvaguardia e valorizzazione tanto da suscitare l'interesse di molti studiosi ed imprenditori che si stanno attivando per mettere in campo, in modo semi-industriale la lavorazione di questa pianta da fibra, che cresce spontanea anche in terreni aridi. Tali attività consentirebbero alla comunità di San Paolo Albanese di conservare l'identità originaria continuando a rappresentare un valore culturale per l'Europa evitando la scomparsa di un'antica cultura.
Contesto La nostra comunità conserva questa peculiarità che necessita di valorizzazione, ma soprattutto è indispensabile oggi attuare un processo di conservazione, che consenta alle generazioni a venire di riappropriarsi di questa ricchezza, che i nostri progenitori ci hanno tramandato.
Il Museo della Cultura Arbëreshe di San Paolo Albanese necessita di un laboratorio che ci consenta di sperimentare questa tecnica di produzione di tessuto naturale, nell'intento di salvaguardare e valorizzare la ricchezza demoantropologica, dalla comunità, che tra l'altro è difesa con una Legge apposita dallo Stato Italiano.
Descrizione modalita' di gestione In sintesi i punti da focalizzare nella realizzazione del progetto "Sparta - La Lavorazione della Ginestra a San Paolo Albanese" sono:
1. corso di formazione strutturato in due unità di lavoro: la prima, in aula, inerente la parte teorica (ricerca e studio delle fasi di trasformazione della ginestra), la seconda, sul campo, prettamente improntata sull'attività di trasformazione (dalla pianta al prodotto finito);
2. creare un Laboratorio la cui attività sia strettamente connessa all'attività del Museo, all'interno del quale il visitatore possa sperimentare, opportunamente guidato, una tecnica di tessitura artigianale di antica memoria;
3. realizzare manufatti di piccole dimensioni da commercializzare nell'ambito del territorio locale,nazionale ed estero.
Caratteristiche significative Il bene intangibile è rappresentato dalle caratteristiche demoantropologiche della comunità di San Paolo Albanese. Il Ciclo di trasformazione della ginestra che è stato attuato nella comunità fino agli anni cinquanta, ed è uno degli elementi caratterizzanti insieme alla lingua Arbëreshe, al rito Greco, all'Incoronazaione ed agli Sponsali nel rito del matrimonio, al grano nel rito della Pasqua, alla commemorazione dei defunti nelle due settimane che precedono il carnevale, ai canti polifonici, alla danza del falcetto, alla Himunea ed agli abiti e costumi tradizionali.
Ricordiamo che i tessuti di ginestra sono naturali che potrebbero attecchire sul mercato, fermo restando l'automatizzazione di alcune fasi della lavorazione, diversamente una produzione squisitamente artigianale avrebbe costi esorbitanti, i cui tessuti troverebbero collocazione solo ed esclusivamente in un mercato di nicchia.
Bibliografia - Passatelli G., Iconostasi, La teologia della bellezza e della luce, Milano 2003, A. Mondadori.
- Smilari A., Gli albanesi d?Italia. Loro costumi e poesie popolari, Arnaldo Forni editore, 1979.
- Troiano M., Canti di San Paolo Albanese, Estratto da SH'JZAT (Le Pleiadi),1968.
- Veneziano G., Contrasti confessionali ed ecclesiastici tra Albanesi Greco-Ortodossi o Cattolici e Cattolici Latini in Calabria e Lucania (dalle origini delle Colonie al 1919), Estratto dall'Archivio Storico per la Calabria e la Lucania, Grafica, Perugia, 1969.
- Musica Arbreshe in Basilicata, Adriatica edizione, Salentina, Lecce 1994;

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione della comunità
La partecipazione della comunità alla realizzazione del progetto sarà attivata attraverso la realizzazione dei laboratori che consentiranno, attivando degli incontri tra le varie generazioni, un passaggio dei saperi, oltre che di mantenere viva la lingua, gli usi, i costumi, le tradizioni e quant'altro contraddistingue la cultura Aljbëreshe.

Dove Mangiare

 In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari
Sabato, 03 Giugno 2017 10:41

RETE DEI RITI ARBËRESHË

Localizzazione

Luogo culturale     
Il Progetto sarà realizzato con la partecipazione attiva della comunità di San Paolo Albanese detentrice della cultura Arbëreshe che pratica quotidianamente da secoli. Il medesimo Progetto sarà realizzato all'interno del Centro Storico di San Paolo Albanese, del Museo della cultura Arbëreshe e all'interno del Banxhurna, Centro per la Creatività di San Paolo Albanese. L'attività coinvolge la comunità tutta, l'Amministrazione Comunale, le Associazioni Culturali e il Centro Mediterraneo delle Arti con la finalità di recuperare, tenere viva e divulgare l'identità storico-antropologica della cultura Arbëreshe presente soltanto in cinque comuni della Basilicata: Ginestra, Barile, Maschito, San Costantino e San Paolo Albanese.
Localizzazione geografica     
San Paolo Albanese si trova nella Val Sarmento, in Provincia di Potenza, nel Parco Nazionale del Pollino. Il luogo fisico dove si riscopre la storia e le tradizioni di questa piccola comunità è prevalentemente all'interno del borgo antico ma è anche sintetizzato nel Museo della cultura Arbëreshe all'interno del quale sono raccolti strumenti, oggetti e memorie riconducibili alla nascita dell'insediamento umano ritenuto dallo Stato Italiano Patrimonio intangibile da salvaguardare. A tal fine la Repubblica Italiana ha emanato il 15 Dicembre 1999 la Legge n° 482 che prevede, per l'appunto, la tutela e la salvaguardia di questa importante minoranza etnica.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
Valutazione interesse culturale La comunità Arbëreshe di San Paolo Albanese rappresenta un unicum culturale in Basilicata ed in Europa, visto che la cultura originaria è così radicata da resistere agli "attacchi della modernità". Ciò ha consentito di conservare tutte le sue peculiarità. A partire dal 1400 una parte di popolazione residente nell'antica Grecia e nell'antica Albania, caratterizzata dall'adesione spirituale al rito Greco-Bizantino, poiché minacciata dai Turchi che volevano convertirla alla religione musulmana, lasciò quei territori per rifugiarsi in alcune regioni d'Italia e tra queste in Basilicata. Una parte di quelle popolazioni si stanziò a San Paolo Albanese dove, a distanza di circa sette secoli, ancora vive. Nel piccolo centro del Pollino si parla l'antica lingua Arbëreshe tramandata oralmente, molte anziane continuano ad indossare quotidianamente l'antico "abito", la comunità conserva abitudini alimentari che risalgono alle popolazioni originarie e, soprattutto, si celebrano le funzioni religiose in rito Greco-Bizantino nelle due Chiese presenti nel territorio di San Paolo Albanese. Molta attenzione viene riservata, da tutta la popolazione, alla conservazione delle celebrazioni ricche di simbologia orientale quali: il matrimonio, il rito dei defunti, la settimana di Pasqua e di Natale, etc. La comunità ha saputo, inoltre, tenere viva la tradizione musicale antica che ancora oggi allieta le feste e la socialità quotidiana. Grande interesse, sia a livello commerciale che storico-antropologico, riveste la trasformazione della ginestra. Attività svolta in modo intenso e produttivo fino agli anni '60. I metodi di coltivazione e lavorazione della ginestra sono raccolti e documentati presso il Museo della cultura Arbëreshe di questa comunità, tanto da suscitare l'interesse di molti studiosi ed imprenditori che si stanno attivando per mettere in campo, in modo semi-industriale la lavorazione di questa pianta da fibra, che cresce spontanea anche in terreni aridi. Tali attività consentirebbero alla comunità di San Paolo Albanese di conservare l'identità originaria continuando a rappresentare un valore culturale per l'Europa evitando la scomparsa di un'antica cultura.
Contesto Il cuore della cultura Arbëreshe è rappresentato dalla lingua che è stata tramandata oralmente da circa sette secoli da generazione in generazione. Ad oggi, nonostante qualche tentativo di codificazione scritta della lingua, l'unica modalità reale di trasmissione del sapere resta quella orale. Pertanto la comunità con la sua lingua, i suoi riti e le sue tradizioni è da un lato il bene immateriale da proteggere e valorizzare e dall'altro lato è anche il produttore del bene immateriale intangibile. E' una cultura che pone la sua centralità nell'antico rito Greco-Bizantino, in una lingua antichissima tramandata oralmente, nella lavorazione della ginestra, in canti polifonici di tradizione balcanica, nel rito del falcetto, di origine pagana e assimilato dalla religione cristiana, durante il quale i contadini "mietono il grano per liberarlo dal male", rito studiato e divulgato grazie alla ricerca antropologica compiuta da Ernesto De Martino. Altro rito importante per la comunità è la Himunea, un tronetto votivo realizzato in piazza dalla comunità, fatto con spighe di grano che viene portato a spalla durante la processione di San Rocco. Davanti alla Himunea muovono gli interpreti della danza del falcetto. Questa ricchezza demoantropologica, prodotta dalla comunità e difesa con una Legge apposita dallo Stato Italiano, ogni estate trova il suo palcoscenico naturale in Val Sarmento riscuotendo interesse da parte di un pubblico numeroso proveniente anche dalle Regioni limitrofe.
Descrizione modalita' di gestione La cultura Arbëreshe vive in cinquantadue Comuni d'Italia, sebbene molti di questi hanno perso buona parte dell'identità originaria. A San Paolo Albanese, viceversa, sono stati adottati sistemi di tutela del bene immateriale che hanno permesso la conservazione dell'humus culturale originale. Queste modalità di conservazione sono molteplici, innanzitutto la comunità stessa ha tramandato oralmente e quotidianamente la propria cultura da generazione in generazione. Un ruolo fondamentale per la trasmissione del sapere ha svolto il Museo, contenitore dei riti e delle tradizioni. Altro ruolo fondamentale è stato svolto dal Centro Mediterraneo delle Arti che, oltre a gestire il Banxhurna (Centro per la Creatività di San Paolo Albanese), annualmente e da otto anni propone la divulgazione dell'identità del luogo attraverso itinerari storico-letterari, spettacoli, video, fotografie, concerti e degustazioni di prodotti tipici. Gli eventi relativi alla cultura Arbëreshe realizzati dal Centro Mediterraneo delle Arti a San Paolo Albanese, in Val Sarmento e in Basilicata rappresentano un fondamentale veicolo di difesa, conservazione, promozione e valorizzazione della cultura di questa minoranza etnica.
Caratteristiche significative Il bene intangibile è rappresentato dalle caratteristiche demoantropologiche della comunità di San Paolo Albanese. Gli elementi caratterizzanti sono: la lingua Arbëreshe, il rito Greco-Bizantino, il rito del matrimonio, il rito del Natale e della Pasqua, il rito dei defunti, il rito di nusazit, la trasformazione della ginestra, la musica e i canti polifonici di origine balcanica, il rito del falcetto, il rito della Himunea, i piatti tipici, i costumi originali e la tradizione della lavorazione del salame e del formaggio.
Bibliografia - Passatelli G., Iconostasi, La teologia della bellezza e della luce, Milano 2003, A. Mondadori.
- Smilari A., Gli albanesi d?Italia. Loro costumi e poesie popolari, Arnaldo Forni editore, 1979.
- Troiano M., Canti di San Paolo Albanese, Estratto da SHËJZAT (Le Pleiadi),1968.
- Veneziano G., Contrasti confessionali ed ecclesiastici tra Albanesi Greco-Ortodossi o Cattolici e Cattolici Latini in Calabria e Lucania (dalle origini delle Colonie al 1919), Estratto dall'Archivio Storico per la Calabria e la Lucania, Grafica, Perugia, 1969.
- Musica Arbëreshe in Basilicata, Adriatica edizione, Salentina, Lecce 1994;

Piano di salvaguardia proposto

Per stimolare la partecipazione della comunità alla preparazione dell'evento saranno attivati laboratori di comunità, al fine di mantenere viva la lingua, gli usi, i costumi, le tradizioni e quant'altro contraddistingue la cultura Arbëreshe. Nel contempo saranno coinvolte le scuole della Val Sarmento e del Senisese attivando degli incontri tra le varie generazioni consentendo così un passaggio dei saperi. Tra gli oggetti rituali che saranno realizzati da tutta la comunità ci sarà Himunea, un tronetto votivo realizzato con spighe di grano tenero e duro. Durante la processione del 16 Agosto i danzatori del falcetto si esibiscono davanti al tronetto sopra specificato. Per la piena partecipazione della comunità durante l'anno saranno attivati laboratori di canto Greco-Bizantino, di lingua Arbëreshe, di zampogna e surdulina, di preparazione di prodotti tipici e quant'altro necessario per irrobustire l'identità del luogo.

Dove Mangiare

 In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari

Localizzazione

Luogo culturale     
Il patrimonio culturale della comunità etnico-linguistica arbëreshe di San Paolo Albanese (Shën Palji) è conservato, tutelato, valorizzato, promosso e fruito nel e col Museo della Cultura Arbëreshe di San Paolo Albanese.
Il Museo della cultura arbëreshe di San Paolo Albanese è tutto; è il bene stesso. E', cioè, un ecomuseo, un "museo di comunità", un "museo diffuso", un museo del territorio.
E' una istituzione comunale, ai sensi dell'art. 114 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché degli articoli 38, 39, 40, 41 e 42 dello Statuto Comunale.
Nato dalle iniziative della comunità locale negli anni '70, il Museo è stato accompagnato nei suoi primi passi da un grido si speranza della comunità stessa e, in particolare, dei giovani sampaolesi del tempo, impegnati a dare voce agli oggetti della cultura materiale e ad animarli. L'obiettivo era: aiutare il paese e la sua comunità; recuperare le origini, le radici; valorizzare la cultura locale e le risorse umane; affermare l'identità; svolgere il proprio ruolo e assumere la propria responsabilità nella storia della comunità.
Ha una struttura, ricavata dal riuso di vecchie costruzioni disabitate del centro storico, nella quale sono esposti gli oggetti della cultura materiale; è documentata la cultura orale, popolare, agropastorale; sono testimoniate le radici e la identità della minoranza etnico-linguistica arbëreshe.
Le funzioni della struttura espositiva sono completate dalla biblioteca specialistica per albanofoni e dalla mostra permanente degli "Oggetti dalla memoria".
Tra gli oggetti, i prodotti e gli attrezzi della vita domestica e lavorativa della comunità arbëreshe è esposto, in particolare evidenza, il ciclo di lavorazione della ginestra, dalla raccolta, alla trasformazione, alla produzione di tessuti.
Localizzazione geografica     
San Paolo Albanese (Shën Palji) è il paese di una piccolissima comunità etnico-linguistica di origine albanese rifugiatasi in queste terre più di cinquecento anni fa. L'approdo in Italia è avvenuto tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, quando le popolazioni di Albania, dopo la morte del loro eroe Giorgio Castriota, detto Skanderbeg, nel 1468, e la caduta di Corone, nel 1470, e dopo l'invasione ottomana dei territori balcani, fuggirono dalle coste orientali dell'Adriatico.
Il paese è stato costruito sulle pendici del Monte Carnara, a 842 metri s.l.m., immerso nel paesaggio rurale della valle del Sarmento, una grande pietraia.
E' il più piccolo comune della Basilicata e del Parco Nazionale del Pollino. Gode di vastissimo e spettacolare panorama. Da più punti del centro abitato si osservano le cinque Serre del massiccio montuoso dell'area protetta più grande d'Europa, tra le quali Serra Dolcedorme, la vetta più alta, 2267 m.s.l.m., dell'intero Appennino Meridionale.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
Valutazione interesse culturale La cultura della comunità etnico-linguistica arbëreshe di San Paolo è un bene unico, raro, irripetibile, eccezionale sotto il profilo storico, culturale e scientifico. È frutto di una convivenza di oltre cinquecento anni della cultura di origine albanese con le culture delle comunità locali italiane del territorio circostante. Si mantiene viva, sebbene minacciata, perché ha consapevolezza e orgoglio delle proprie radici, della identità, della diversità: diversità di interesse più che mai rilevante nel mondo globalizzato di oggi, in "crisi di identità".
In tempi di rapide evoluzioni tecnologiche, di connessioni permanenti, di comunicazioni istantanee e di ponti sempre meno stabili tra passato, presente e futuro, di sfide sempre più ardue per trasmettere cultura, conoscenza e valori alle nuove generazioni, di modernità veloce e centrifuga, di mercati globali, di vera e propria rivoluzione antropologica, la comunità arbëreshe di San Paolo Albanese si pone l'ambizioso compito di interrogarsi sul ruolo e sul destino del suo patrimonio storico-culturale e antropologico. Anche perché i suoi figli sono il frutto di una educazione e formazione culturale globali che ha sedimentato e metabolizzato, ormai, esperienze di vita e valori, spesso, molto diversi e distanti tra loro.
Tutto ciò è realizzato dal Museo, che è luogo e modo di conservare, tutelare, valorizzare, promuovere l'identità culturale, territoriale, sociale, economica della comunità arbëreshe di San Paolo Albanese.
Il Museo, infatti, è il museo di un territorio ancora ricco di ambienti di vita tradizionali, di patrimoni naturali, storici, culturali, ai quali va garantita un'opera di manutenzione, di cura, di accudimento, di restauro, di tutela e di valorizzazione. Costituisce lo strumento mediante il quale si prende contatto immediato con il territorio, la natura, l'ambiente, il paesaggio: il paesaggio agrario, socio-culturale, identitario, che, rivisitato e reinterpretato, può consentire di produrre nuova cultura e nuova economia. Aiuta a ripassare il passato e a scrutare l'avvenire, cercando di mediare, in questo piccolo angolo di mondo, i contrasti tra civiltà contadina di ieri e vita globalizzata e ipertecnologica di oggi, che trovano difficoltà a parlarsi e ad incontrarsi, malgrado il web, le reti e i percorsi multimediali, che conducono alle nuove generazioni e ad un futuro e ad una cultura sempre più difficili da progettare.
Gli "oggetti" del museo  sono i paesaggi, i boschi, le campagne, gli ecosistemi, l'etnia, la lingua, le memorie, le testimonianze orali, il saper fare, i mestieri locali tradizionali, il patrimonio materiale e immateriale della comunità, di cui i primi e più diretti fruitori sono gli stessi abitanti del posto.
Contesto Il territorio di San Paolo Albanese (Shen Palji), della estensione di circa 3.000 ettari, è segnato in ogni suo minimo spazio, anche il più remoto, dalla presenza della comunità arbëreshe che l'ha abitato e lo abita; è caratterizzato da una intensa interazione tra la natura e l'uomo che vi ha lavorato e vi lavora.
È carico, perciò, di memorie, di significati e di manifestazioni identitarie, etniche percepibili.
Il borgo rurale si affaccia su un paesaggio agrario, dove la dimensione delle biodiversità e del loro inscindibile nesso tra ambiente naturale, agricoltura, pastorizia, uomo e tradizioni, è misurata da un mosaico di risorse naturali e culturali locali.
I campi una volta coltivati a grano e turnati con orzo, avena, cicerchie, fave, ceci, foraggi, sono ormai quasi tutti abbandonati, invasi da folti cespugli di ginestra, da siepi di rovi, di vitalba, di rosa canina, di prugnolo selvatico; i pascoli sono occupati solo da piccoli greggi di pecore e di capre. Sono lasciati a se stessi i boschi di cerro e di quercia, gli alberi secolari, i peri, le querce, i fichi, i noci, i mandorli, gli olivi, le vigne.
Il paesaggio identitario Shën Paljit è un ampio e ricco campionario
di emozioni nel quale tutti si relazionano, si identificano e ritrovano il senso della propria esistenza.
Descrizione modalita' di gestione La programmazione e gestione è affidata al Museo della Cultura Arbëreshe di San Paolo Albanese, che nella scelta e nella definizione delle iniziative fa, anzitutto, riferimento alle linee di indirizzo programmatico triennale ed annuale delle attività culturali, approvate dal Consiglio di Amministrazione del Museo, previo parere favorevole del Comitato Tecnico-Scientifico.
Fa, oggi, riferimento, inoltre, alla Legge Regionale 11 agosto 2015, n. 27, riguardante "Disposizioni in materia di patrimonio culturale, finalizzate alla valorizzazione, gestione e fruizione dei beni materiali ed immateriali della Regione Basilicata".
Si avvale, anche, degli esiti della "Carta di Intenti", approvata dall'Assemblea delle Comunità Arbëreshe d'Italia nell'incontro a San Paolo Albanese, il 17/18 ottobre 2015; delle indicazioni emerse dal dibattito della X Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane a Matera, il 3-5 dicembre 2015, sui "Musei, culture e paesaggi produttivi: patrimoni, attori, prospettive"; degli indirizzi della Carta di Siena - "Musei e Paesaggi culturali" - proposta da ICOM Italia il 7 luglio 2014 alla Conferenza Internazionale di Siena; dei contenuti dichiarati nella scheda per la indagine 2015 su "Musei e paesaggi culturali", identificata con il codice 552, approvata da ICOM il 28 gennaio 2016.
Le attività sono realizzate mediante continui ed aggiornati laboratori culturali, laboratori di interpretazioine e di educazione al patrimonio culturale arbëresh: "vallja", tarantella, festa patronale, danza del falcetto, "himunea", "gjitonia", "banxhurna", lavorazione della ginestra, e abito tradizionale femminile arbëresh.
Caratteristiche significative La comunità ha mantenuto lingua, costumi e tradizioni.
La cultura orale, la cultura materiale e immateriale, la fede religiosa e il rito greco sono depositari e mezzi fondamentali per la conservazione della parlata arbëreshe.
Nell'ultimo secolo, l'obbligo di insegnamento nella scuola della sola lingua italiana ha avuto un forte impatto, anche psicologico, nei confronti dello sviluppo e della emancipazione delle capacità umane, della personalità di intere generazioni, soprattutto le ultime, influenzate dai mass-media.
Conservare la lingua madre, viva, parlata è una grandissima ricchezza culturale interiore.
La fede religiosa dei Sampaolesi è, dal 13 febbraio 1919, ufficialmente cattolica di rito greco. Risale al 1919 la fondazione della prima Eparchia greca in Italia, a Lungro, diocesi autonoma, alle dipendenze di un vescovo greco, nella quale sono stati radunati 21 paesi di origine albanese, compreso San Paolo Albanese. La messa è celebrata secondo la liturgia di San Giovanni Crisostomo; la comunione è fatta con il pane e il vino. Insieme alla sublimità liturgica della tradizione orientale, la chiesa madre, con la sua iconostasi, infonde nei fedeli il misticismo, di cui sono dense le sacre icone. La processione del Santo è accompagnata dalla "himunea", una costruzione votiva fatta con spighe di grano, e dal "gioco del falcetto", che simboleggia la lotta tra il bene e il male.
Il matrimonio arbëresh è la cerimonia religiosa e civile, che conserva il maggior fascino nella tradizione del paese.
Per la conservazione, tutela, valorizzazione e promozione dei beni culturali materiali e immateriali della minoranza etnico-linguistica arbëreshe il Museo della cultura arbëreshe ha allestito anche una struttura espositiva. All'interno della struttura museale sono allestiti micro-ambienti della cultura materiale agro-pastorale.
Con la esposizione degli attrezzi, dei materiali e dei tessuti si è recuperata la memoria del lavoro di trasformazione della ginestra nella comunità, nelle famiglie, tra gli anziani; si sono restituiti questi "saperi" alla collettività, ai giovani, agli interessi, agli interrogativi, alle aspirazioni di una nuova civiltà; si è ripreso il percorso dei valori delle radici e della identità; si sono mantenuti in vita, non solo conservati, gli oggetti, i luoghi, i fatti; si è coltivato culturalmente l'innesto di nuovi disegni, nuove prospettive, nuova cultura.
È stato un riprendere la storia del paese, Shën Palji; riprendere questa terra di ginestre, di peonie, di minoranza etnico-linguistica ed accompagnarla verso nuovi orizzonti, nuovi confini, senza che siano omologate, spoliate, espropriate, colonizzate le sue diversità.
"Banxhurna ka Karnara", dei detti popolari, la peonia selvatica del monte Carnara, originaria dell'Europa meridionale e delle vicine regioni asiatiche, che, ad ogni manifestazione festosa, ispira canzoni popolari.
Bibliografia A. Smilari, Gli albanesi d'Italia. Loro costumi e poesie popolari, Arnaldo Forni editore, 1979;
M. Troiano, Canti di San Paolo Albanese, Estratto da SH'JZAT (Le Pleiadi), 1968;
G. Veneziano, Contrasti confessionali ed ecclesiastici tra Albanesi Greco-Ortodossi o Cattolici e Cattolici Latini in Calabria e Lucania (dalle origini delle Colonie al 1919), Estratto dall'Archivio Storico per la Calabria e la Lucania, Grafica, Perugia, 1969;
N. Alfano, Aspetti storico-linguistici della parlata di San Paolo Albanese tra innovazione e conservazione, inedito, 2010;
F. Mirizzi, Storie di oggetti. Scritture di musei. Riflessioni ed esperienze tra Puglia e Basilicta, edizionidipagina, Bari, 2008;
ICOM Italia, Musei e paesaggi culturali, Carta di Siena, Conferenza Internazionale di Siena, 7 luglio 2014;
G.B. Bronzini e AA. VV, Museo della Cultura Arbëreshe di San Paolo Albanese, in Lares, Rivista trimestrale di studi demoetnoantropologici, Anno LIX, n. 2, aprile-giugno 1993;
A. Formica - Articoli su San Paolo Albanese pubblicati su diversi quotidiani e riviste;
A. Formica - "I Piani del Pollino", Ermes, Potenza, 1995;
A. Formica - "Un modo di leggere e di rappresentare una realtà marginale e una cultura minoritaria", Adriatica Editrice Salentina, Lecce, 1982.

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
Il Museo della cultura arbëreshe intende dar voce alle esigenze culturali, sociali ed economiche della comunità etnico-linguistica italo-albanese di S. Paolo Albanese attraverso la promozione e la gestione di iniziative culturali finalizzate (tra l'altro) a:
- collaborare alle iniziative culturali che si svolgono in paese e promosse da altri soggetti privati o organizzazioni, pro-loco, procura del Santo Patrono, ecc.;
- raccordarsi costantemente con le iniziative culturali di Enti e Istituzioni operanti sul territorio, con la Scuola, l'Università, l'Ente Parco Nazionale del Pollino;
- promuovere la costituzione di una rete dei Musei Demoetnoantropologici Lucani;
- promuovere la adesione all'ICOM

Dove Mangiare

 In allestimento

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari