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Venerdì, 02 Giugno 2017 22:27

NUSAZIT

Localizzazione

Luogo culturale     
Il luogo culturale è il Comune di San Costantino Albanese (PZ), comunità di origine albanese fondata da profughi Coronei, provenienti dalla città di Corone nella Morea, durante la quarta emigrazione avvenuta nel 1534
Localizzazione geografica     
San Costantino Albanese si trova in Provincia di Potenza, in Val Sarmento, nel Parco Nazionale del Pollino. In Basilicata sono cinque le comunità di origine albanese: Barile, Ginestra, Maschito, San Costantino Albanese e San Paolo Albanese.

Descrizione del bene

 Aree tematiche

  Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
Valutazione interesse culturale A San Costantino Albanese, in occasione delle celebrazioni in onore della Madonna della Stella, protettrice del paese, che si svolge la seconda domenica di maggio, vengono realizzati "Nusazit", caratteristici pupazzi antropomorfi in cartapesta che sono messi su un palco nella Piazza principale del paese, posta di fronte alla Chiesa Madre, e accesi al momento in cui la Madonna è portata fuori dalla chiesa, alla fine della messa e prima dell' inizio della processione diretta al Santuario. I pupazzi sono costruiti con opportune intelaiature (armaxhi) di legno, e sono poi vestiti con i costumi raffiguranti elementi del folclore locale. Tali pupazzi sono riempiti opportunamente con polvere pirica e razzi al fine di generare un moto (in alcuni rotatorio intorno al proprio asse in altri di altro tipo) che si conclude per ognuno di essi con la detonazione finale.
Si tratta di pupazzi a grandezza naturale che raffigurano i seguenti personaggi: una donna (nusja), un pastore (Kapjel picut), due fabbri (furxharet) e il diavolo (djallthi).
La donna è vestita con il costume di gala albanese; l' uomo, vestito con il tradizionale costume con il cappello a punta, porta due forme di ricotta; il Diavolo, solitamente raffigurato secondo l'iconografia locale, cioè con due facce, quattro corna, i piedi a zoccolo di cavallo (Këmb rrutullore), porta in mano una forca (furrçilja) e la catena del paiolo (Kamastra);
I primi ad essere accesi sono due pupazzi raffiguranti i fabbri (furxharet) intenti a lavorare su di un incudine, successivamente vengono innescate le micce dei restanti personaggi nell' ordine: il pastore (Kapjel picuti) la donna (nusja) ed infine il pupazzo raffigurante il diavolo (djallthi).
Oltre ai Nusazit, in occasione della festa, viene preparato un altro pupazzo in cartapesta ed imbottito di polvere pirica, raffigurante un cavallo col Cavaliere ( Kali) pieno anch' esso di petardi, che viene acceso la sera della vigilia della festa in piazza.
Il cavallo con il cavaliere ha un telaio rettangolare ed è trasportato con passo saltellante da un uomo posto al suo interno. I petardi, collocati attorno al telaio rettangolare, sono posti in modo da non arrecare alcun danno al volontario che trasporta il cavallo. I pupazzi vengono realizzati da artigiani locali. Al fine di mantenere questa antica tradizione, che non ha altri esempi in Italia, le tecniche costruttive vengono tramandate da generazioni ed attualmente i pupazzi vengono realizzati da giovani artigiani volontari.
Contesto Il nome degli albanesi d'Italia è arbëresh. Secondo la tradizione, San Costantino Albanese sarebbe stato fondato da profughi Coronei, provenienti dalla città di Corone, nella Morea (Grecia), durante la quarta emigrazione avvenuta nel 1534, in seguito all'occupazione dell'Albania da parte dell'impero Ottomano. Il re di Napoli li accoglie e li destina in varie parti del regno. Lazzaro Mattes, incaricato degli smistamenti, destina uno di questi gruppi presso il mandamento di Noja (l'attuale Noepoli). Sorge così il casale di San Costantino Albanese. Il paese è oggetto di alcuni privilegi regali: fino al 1671 i suoi abitanti sono esentati dalle tasse e dai pesi fiscali; i regnanti spagnoli vogliono premiarli per l'aiuto dato, in passato, nella battaglia contro i Turchi. Tra le cose che gli arbëresh sentivano come loro peculiarità e elementi di coesione e distinzione rispetto agli italiani, il primo posto spetta alla lingua, non solo codice comunicativo ma simbolo stesso dell'etnia.
I costumi, le manifestazioni tradizionali e tutto l'apparato folklorico e le consuetudini di vita contribuivano, con la lingua, a caratterizzare l'identità del gruppo etnico. La conservazione del rito Greco-Bizantino, fa ricadere la comunità sotto la giurisdizione ecclesiastica dell'Eparchia di Lungro (CS).
Descrizione modalita' di gestione Nusazit è una delle tradizioni a cui la comunità di San Costantino Albanese è più legata. Gli artigiani che detenevano le tecniche costruttive, hanno insegnato alle giovani generazioni i metodi di realizzazione ed in particolare l'utilizzo della cartapesta. Al fine di conservare e tramandare questa antica tradizione, sarebbe necessario l'allestimento di un laboratorio per la preparazione dei pupazzi nonché l'allestimento di un museo dedicato ai nusazit. Il museo, oltre a contenere le antiche intelaiature in legno, messe a disposizione dai vecchi costruttori e i pupazzi realizzati in epoca recente, sarà il luogo di raccolta e divulgazione di tutto il materiale, cartaceo, sonoro e video che interessa questa tradizione.
Caratteristiche significative La tradizione dei "Nusazit" non ha altri esempi in Italia. Sull'esatta origine e significato di tale manifestazione non vi sono elementi certi. A realizzare per la prima volta i pupazzi, all'inizio del 900, fu un certo Chiaffitella Giuseppe detto "Pllinjia", a devozione della Madonna della Stella. I pupazzi rappresentano elementi del folclore locale quali gli abiti tradizionali nonché il diavolo, che da sempre rappresenta il male e che viene fatto esplodere per propiziare una buona annata agraria.
Bibliografia N. Scaldaferri
"Nel paese dei cupa cupa", Squilibri, Roma 2006; (Premio ANCI 2007);
"Polifonia arbëreshe della Basilicata. Concerto all'Abbazia di Royaumont", Nota, Udine 2005;
"Musica arbëreshe in Basilicata", Adriatica Ed. Salentina, Lecce 1994. Prefazione di P. Sassu.
"Lule sheshi/Fiori di prato-Omaggio all'arte poetica di Enza Scutari", Squilibri, Roma 2010;
"Enzo Schillizzi pittore", Squilibri, Roma 2010
E. Scutari
"Bubuqja" 1984;
"Pllaka rrëfien", 1986;
"Malli i shpirtit-Poezi të zgjedhhura", 2000.
P. Scutari
"Spigolature lessicali sulla parlata degli Arbëreshë di San Costantino Alb." 1991;
Il lessico della parlata arbëreshe di San Costantino Alb. 2002;
"Uno studio fonologico e morfologico della parlata arbëreshe di San Costantino Alb." 1997;
"I nomi delle piante nelle comunità arbëreshe del Pollino lucano" 2005;
"Dizionario arbëresh di San Costantino Alb.", 2010;
"Gli Arbëreshë e la Rilindja" 2010

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
Coinvolgimento attivo delle competenze locali e delle associazioni negli eventi. Saranno parte attiva le associazioni culturali Gruppo Vjesh e Albagiovani nonché personalità di spicco della cultura e della musica quali Nicola Scaldaferri (etnomusicologo, Università di Milano) e Maddalena Scutari (esperta di albanologia).

Dove Mangiare

Az. Agr. Acacia
C.da Martorino
85030 - San Costantino Albanese (PZ)
Tel.: 0973 91084 - Fax: 0973 91084
Cell.: 340 0952976
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.agriturismoacacia.it
POSIZIONE: distante km. 4 dal centro abitato
PERIODO DI APERTURA: annuale
TIPO DI CUCINA: tipica locale - per intolleranti (celiachi, diabetici, ecc.)

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari
Venerdì, 02 Giugno 2017 22:16

CULTURA ARBËRESHE

Localizzazione

Luogo culturale   
Il luogo culturale è il Comune di San Costantino Albanese (PZ), comunità  di origine albanese.
Localizzazione geografica     
San Costantino Albanese si trova in Provincia di Potenza, in Val Sarmento, nel Parco Nazionale del Pollino. In Basilicata sono cinque le comunità di origine albanese: Barile, Ginestra, Maschito, San Costantino Albanese e San Paolo Albanese.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
Valutazione interesse culturale San Costantino Albanese conserva ancora oggi, a distanza di circa cinque secoli dalla sua fondazione, gli usi, i costumi, le tradizioni, la lingua e il rito religioso della terra d'origine. Per mantenere queste peculiarità, fondamentali per l'identità di un popolo e per non essere sottomessi all'impero Ottomano, gli albanesi decisero di scegliere una nuova terra dove vivere e conservare la loro cultura e le loro tradizioni, mantenendole nel tempo; questa nuova terra è stata ed è l'Italia meridionale.
A San Costantino Albanese si parla quotidianamente l'antica lingua albanese, tramandata oralmente. Nel 1908 l'alfabeto albanese venne codificato grazie anche all'aiuto di letterati italo-albanesi. La conservazione della lingua è dovuta in parte anche all'appartenenza alla diocesi Italo-Albanese di Lungro (CS) e al rito Greco-Bizantino con il quale si celebra la messa, officiata in lingua albanese. La celebrazione del matrimonio, ricca di simbologia e fascino orientale, il battesimo, durante il quale viene impartita anche la cresima e la prima comunione, il ricordo dei defunti, che dura una settimana, a febbraio, con la distribuzione del grano cotto e tutte le altre feste, rendono il nostro rito unico, un patrimonio da conservare e valorizzare insieme a tutti gli altri elementi che caratterizzano la nostra comunità.
Il nostro paese è da considerarsi vivo dal punto di vista culturale. Sono presenti gruppi che fanno rivivere le antiche musiche, gli antichi canti, le danze e il folklore arbëresh e svolgono le proprie manifestazioni sia in Italia che all'estero. Importante è la produzione musicale e bibliografica.
Altro importante e caratterizzante elemento della nostra cultura sono gli antichi e preziosissimi abiti tradizionali, riccamente ricamati con filigrana d'oro e d'argento.
A San Costantino Albanese, durante le celebrazioni della Festa della Madonna della Stella, viene proposto uno spettacolo unico in Italia: l'accensione dei "Nusazit", pupazzi in cartapesta. I pupazzi antropomorfi di cartapesta sono costruiti con opportune intelaiature (armaxhi) di legno, e sono poi vestiti con i costumi raffiguranti elementi del folclore locale. Tali pupazzi sono riempiti opportunamente con polvere pirica e razzi al fine di generare un moto (in alcuni rotatorio intorno al proprio asse in altri di altro tipo) che si conclude per ognuno di essi con la detonazione finale.
Si tratta di pupazzi a grandezza naturale che raffigurano i seguenti personaggi: una donna (nusja), un pastore (Kapjel picut), due fabbri (furxharet) e il diavolo (djallthi). La valorizzazione delle nostre tradizioni e la grande volontà di conservare le importanti peculiarità esistenti, sono prioritarie e l'Amministrazione Comunale, coadiuvata dalle associazioni culturali, si adopera affinché il nostro importante patrimonio non vada disperso.
Contesto San Costantino Albanese è una comunità di origine albanese. Il nome degli albanesi d'Italia è arbëresh. Secondo la tradizione, San Costantino Albanese sarebbe stato fondato da profughi Coronei, provenienti dalla città di Corone, nella Morea (Grecia), durante la quarta emigrazione avvenuta nel 1534, in seguito all' occupazione dell'Albania da parte dell'impero Ottomano. Il re di Napoli li accoglie e li destina in varie parti del regno. Lazzaro Mattes, incaricato degli smistamenti, destina uno di questi gruppi presso il mandamento di Noja (l'attuale Noepoli). Sorge così il casale di San Costantino Albanese. Il paese è oggetto di alcuni privilegi regali: fino al 1671 i suoi abitanti sono esentati dalle tasse e dai pesi fiscali; i regnanti spagnoli vogliono premiarli per l'aiuto dato, in passato, nella battaglia contro i Turchi. Tra le cose che gli arbëresh sentivano e sentono ancora oggi come loro peculiarità è la lingua, non solo come codice comunicativo ma simbolo stesso dell'etnia.
I costumi, le manifestazioni tradizionali e tutto l' apparato folklorico e le consuetudini di vita contribuiscono, con la lingua, a caratterizzare l' identità del gruppo etnico. La conservazione del rito Greco-Bizantino, fa ricadere la comunità sotto la giurisdizione ecclesiastica dell' Eparchia di Lungro (CS).
Descrizione modalita' di gestione La trasmissione della lingua e delle forme di cultura tradizionale è avvenuta per secoli secondo i meccanismi della tradizione orale, spesso all'interno delle famiglie.
Negli ultimi decenni la valorizzazione è avvenuta anche grazie a iniziative, quali corsi di lingua, iniziative culturali e musicali, promosse dalla scuola, dalle associazioni locali e dall'amministrazione comunale, nonché grazie a forme di volontariato.
Tra le figure più attive vanno menzionate quelle di Papas Antonio Bellusci, promotore della rivista Vatra Jone, la poetessa Enza Scutari, importante la sua azione sul piano didattico anche per quanto riguarda la valorizzazione della lingua; Pasquale Scutari per gli aspetti linguistici, Nicola Scaldaferri per quelli musicali.
A iniziare dagli anni 80 vanno menzionate varie associazioni quali il Circolo culturale Vëllamja,Voxha Arbëreshe, Vatra Jone, Vjesh, tutte molto attive nella promozione di eventi di valorizzazione del patrimonio etnico, linguistico e musicale.Recentemente è stata istituita la Biblioteca di Cultura Albanese dove sono raccolti numerosi testi del mondo arbëresh. Sono presidi culturali importanti "L'Etnomuseo della Cultura Arbëreshe", "La Casa Parco", che ospita il Museo dell'Etnobotanica, mostre su aspetti antropologici e naturalistici, "Il Museo dell'Arte Sacra" e la Chiesa Madre con le sue splendide icone bizantine. Le manifestazioni culturali che vengono promosse sono numerose e di elevata qualità. Uno sforzo maggiore andrebbe fatto nel campo della conservazione dell'antica lingua che andrebbe inserita anche come attività didattica, insieme a tutte le altre attività culturali arbëresh, già praticate nella scuola. La lingua è l'elemento forte e fondante della nostra comunità e deve necessariamente essere tramandata alle future generazioni.
Caratteristiche significative La cultura arbëreshe è unica preziosa. La stessa è stata definita da studiosi albanesi "La banca delle tradizioni dell'Albania" poiché nell'Italia Meridionale l'antica cultura della terra d'origine si è conservata per secoli senza contaminazioni mentre in Albania ha subito l'influenza dei vari popoli che nei secoli hanno invaso quel territorio. Sono caratteristiche salienti l'antica lingua, il rito greco-bizantino, le musiche, le danze, i canti e tutto l'apparato folklorico e gli antichi e preziosi abiti tradizionali.
Bibliografia N. Scaldaferri
"Nel paese dei cupa cupa", Squilibri, Roma 2006; (Premio ANCI 2007);
"Polifonia arbëreshe della Basilicata. Concerto all'Abbazia di Royaumont", Nota, Udine 2005;
"Musica arbëreshe in Basilicata", Adriatica Ed. Salentina, Lecce 1994. Prefazione di P. Sassu.
"Lule sheshi/Fiori di prato-Omaggio all'arte poetica di Enza Scutari", Squilibri, Roma 2010;
"Enzo Schillizzi pittore", Squilibri, Roma 2010
E. Scutari
"Bubuqja" 1984;
"Pllaka rrëfien", 1986;
"Malli i shpirtit-Poezi të zgjedhhura", 2000.
P. Scutari
"Spigolature lessicali sulla parlata degli Arbëreshë di San Costantino Alb." 1991;
Il lessico della parlata arbëreshe di San Costantino Alb.? 2002;
"Uno studio fonologico e morfologico della parlata arbëreshe di San Costantino Alb." 1997;
"I nomi delle piante nelle comunità arbëreshe del Pollino lucano" 2005;
"Dizionario arbëresh di San Costantino Alb.", 2010;
"Gli Arbëreshë e la Rilindja" 2010

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunità
Coinvolgimento attivo delle competenze locali e delle associazioni negli eventi. Saranno parte attiva le associazioni culturali Gruppo Vjesh e Albagiovani nonché personalità di spicco della cultura e della musica quali Nicola Scaldaferri (etnomusicologo, Università di Milano) e Maddalena Scutari (esperta di albanologia).

Dove Mangiare

Az. Agr. Acacia
C.da Martorino
85030 - San Costantino Albanese (PZ)
Tel.: 0973 91084 - Fax: 0973 91084
Cell.: 340 0952976
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.agriturismoacacia.it
POSIZIONE: distante km. 4 dal centro abitato
PERIODO DI APERTURA: annuale
TIPO DI CUCINA: tipica locale - per intolleranti (celiachi, diabetici, ecc.)

 

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari