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Venerdì, 02 Giugno 2017 10:17

SULLE TRACCE DEGLI ARABI

Localizzazione

Luogo culturale     
L'intera comunità pietrapertosana
Localizzazione geografica   
Il comune di Pietrapertosa ( prov. di Potenza), incastonato tra le "Dolomiti lucane", il suo territorio è parte integrante del Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. lo svolgimento della manifestazione estiva avviene nello specifico nell'Arabata, quartiere di origine araba situato nel comune di Pietrapertosa.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
Valutazione interesse culturale La manifestazione permette di far riscoprire agli abitanti del paese la storia delle proprie origini e le motivazioni per cui l'Arabata, quartiere che conserva le antiche abitazioni arabe, è così morfologicamente conformata. Parte della storia di Pietrapertosa è narrata attraverso la sua posizione geografica e dalle emergenze architettoniche che la caratterizzano. Peculiare ed affascinate è il quartiere denominato nel dialetto locale "a Ravt" (Arabata) simbolo visibile della dominazione araba durante il regno del re Bomar nel 838 d.c., il quale costruì tra le alture dolomitiche la sua inespugnabile roccaforte. Dalla sommità di quei rilievi egli poteva dominare e controllare la valle del Basento, in questo luogo protetto dalla sua stessa conformazione naturale, nacque una piccola comunità che si stabilì nel quartiere oggi denominato Arabata. Circa mille anni più tardi la comunità pietrapertosana ha deciso di riscoprire e valorizzare la propria storia araba, attivando azioni volte a preservare e promuovere le testimonianze della dominazione araba. La manifestazione "Sulle tracce degli arabi" persegue l'obiettivo di promuovere il territorio avvalendosi di antichi saperi. Essa è il risultato di ricerche storiche, bibliografiche e linguistiche tese a salvaguardare il patrimonio culturale locale, supportato da azioni quali convegni, ricerche storiche e dialettologiche, e scambi culturali con le altre comunità lucane che noverano nella loro storia tracce del passaggio degli arabi ( Tricarico e Tursi).Tuttavia, tracce del dominio arabo sono rintracciabili in numerose espressioni e termini del dialetto locale, rendendo questo importante patrimonio culturale vivo, attivo, intangibile. La lingua locale si fa veicolo dell?identità di una comunità in continuo mutamento che si riconfigura anno dopo anno ma che è capace di portare con sé le tracce del passato guardando con consapevolezza alle nuove forme che il proprio patrimonio ha assunto. Forte è la necessità di ricercare e tutelare le tracce dell'ancora quasi sconosciuta "Basilicata araba" di cui la comunità pietrapertosana intende divenire centro propulsore in sinergia con le comunità di Tricarico e Tursi. Nello stesso contesto si colloca una ripresa delle tradizioni gastronomiche che hanno origine arabe.
Contesto Pietrapertosa è un piccolo fazzoletto di terra incastonato tra le "Dolomiti lucane", paesaggio unico, caratterizzato da emergenze di tipo naturalistico, storico e demoetnoantropologico. Infatti il suo territorio è parte integrante del parco regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Il cospicuo patrimonio naturalistico è il principale elemento attrattivo del luogo.
Sono presenti ,inoltre, preziose testimonianze storiche, architettoniche e storico ? artistiche, quali gli affreschi di della Chiesa Madre di San Giacomo Maggiore, il castello Normanno, il rione Arabata. Pietrapertosa è un bprgo che si caratterizza per il suo prezioso patrimonio demoetnoantropologico. elemento valorizzante agguntivo è la patrimonializzazione della risorsa paesaggistica attraverso ?il volo dell?angelo? ha consentito uno sviluppo razionale e sostenibile delle risorse presenti in loco ( attività di ristorazione, produzioni locali, promozione territoriale).
La manifestazione ?Sulle tracce degli arabi? è stata istituita tredici anni fa con l?intento di salvaguardare,valorizzare e diffondere il patrimonio culturale concernente la storia della dominazione araba. L?impegno dell?amministrazione comunale, dell?associazione pro-loco pietrapertosana e di altre associazioni presenti sul territorio hanno promosso covegni, ricerche storiche, scambi culturali con le comunità di Turi e Ticarico per la creazione di una rete delle ?Rabatane?. Si intende, inoltre, proseguire con le ricerche attualmente in essere per la pubblicazione di monografie riguardo la dominazione araba di Pietrapertosa e altresì di materiale divulgativo per la promozione dell?evento che ogni hanno ospita un numero crescente di fruitori.
Descrizione modalita' di gestione Grazie alle precedenti edizioni della manifestazione si è presentata la possibilità di raccogliere le fonti storiche,inerenti al passaggio degli Arabi a Pietrapertosa, presso archivi e biblioteche e di rielaborarle con l'ausilio di esperti. Aspetto importante è quello del confronto con Tursi e Tricarico, gli altri due comuni lucani interessati dalla dominazione araba e che, come Pietrapertosa, conservano la Rabatana. Sono stati effettuati convegni in merito e l'intenzione è quella di preseguire nel cammino intrapreso.
Rispetto al dialetto sono state intervistate le persone più anziane,le cui testimonianze hanno permesso di riscoprire espressioni e terminologie che rischiano di essere dimenticate e di verificare come alcune di esse sono state modificate nel tempo. In egual modo si è agito in merito alla preparazione di piatti tipici aventi origini arabe. La manifestazione ?Sulle tracce degli arabi? è stata istituita tredici anni fa con l?intento di salvaguardare,valorizzare e diffondere il patrimonio culturale concernente la storia della dominazione araba. L?impegno dell?amministrazione comunale, dell?associazione pro-loco pietrapertosana e di altre associazioni presenti sul territorio hanno promosso covegni, ricerche storiche, scambi culturali con le comunità di Turi e Ticarico per la creazione di una rete delle ?Rabatane?. Si intende, inoltre, proseguire con le ricerche attualmente in essere per la pubblicazione di monografie riguardo la dominazione araba di Pietrapertosa e altresì di materiale divulgativo per la promozione dell?evento che ogni hanno ospita un numero crescente di fruitori.
Caratteristiche significative valore del quartiere Arabata e della struttura architettonica delle abitazioni, presenza nel dialetto locale di espressioni e termini la cui etimologia si riconduce alla lingua araba. La cultura culinaria pietrapertosana riscoprendo saperi e sapori e nello specifico prodotti e modalità di cottura delle pietanze riconducibile a pratiche arabe.
Bibliografia LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 11 AGOSTO 2014
LA NUOVA DEL SUD - 10 AGOSTO 2014
NUOVO DOSSIER - AGOSTO 2010
PRO LOCO PUGLIA N.2/10 RIVISTA
PARCO LUCANO ESTATE ART.N.7 2011
IL QUOTIDIANO - 15 LUGLIO 2012
LA NUOVA DEL SUD - 10 AGOSTO 2010
VERO - AGOSTO 2012
IL QUOTIDIANO - 13 AGOSTO 2010
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 9 AGOSTO 2012
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 11 AGOSTO 2011
IL QUOTIDIANO - 10 AGOSTO 2010
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 10 AGOSTO 2006
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 13 AGOSTO 2010
LA RIVISTA DEI PARCHI - 10 AGOSTO 2012
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 10 AGOSTO 2005
EVENTI DI PRIMAVERA - 10 AGOSTO 2012 (INTERNET)
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 9 AGOSTO 2011
RIV.AL PARCO - ESTATE 2011
INTIMITà - AGOSTO 2009
PLAIN AIRE - LUGLIO/AGOSTO 2009

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
La comunità partecipa attivamente sia alla preparazione che alla realizzazione della manifestazione stessa. Durante la preparazione, gestita in prima linea dalla pro-loco pietrapertosana, ci si occupa soprattutto dell'allestimento e della fruibilità del quartiere Arabata. durante la realizzazione, sono i pietrapertosani stessi a diventare protagonisti, assumendo il ruolo di figuranti o di partecipanti alle diverse attività previste.

Dove Mangiare

In allestimento



 Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari
Venerdì, 02 Giugno 2017 10:00

IL MAJO DI PIETRAPERTOSA

Localizzazione

Luogo culturale     
Comune di Pietrapertosa, centro abitato e bosco di Montepiano.
Localizzazione geografica     
Il comune di Pietrapertosa ( prov. di Potenza) è incastonato tra le "Dolomiti lucane", il suo territorio è parte integrante del Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.

Descrizione del bene

 

  Aree tematiche Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
Valutazione interesse culturale In tutta Italia ed Europa sono attestati innumerevoli riti di Maggio, la gran parte di questi appartengono alla categoria dei cosiddetti "alberi di Maggio". Il Majo di Pietrapertosa è uno dei culti arborei della Basilicata ed in particolare dell'area del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane. In quest'area si annoverano,infatti, il "Maggio" di Accettura, di Oliveto Lucano e di Castelmezzano. Ognuno dei riti arborei citati è indissolubilmente legato alla devozione per un Santo. A Pietrapertosa il Majo stabilisce una relazione tra l'albero, Sant Antonio di Padova e la comunità. Attualmente, il majo non costituisce un rituale propiziatorio per la prosperità della terra e dei campi. Questo patrimonio dinamico, resistente ai cambiamenti sociali ed ancorato alla devozione, è diventato un attrattore per le comunità limitrofe e per i tanti turisti che visitano le Dolomiti Lucane. Il majo si fa ambasciatore dell'identità pietrapertosana, veicolo narrativo di storie e di storia.
Contesto Il ciclo cerimoniale del Majo ha inizio in concomitanza con la festività religiosa di Sant Antonio di Padova (13 giugno). In quella giornata gli uomini abbattono un cerro, scelto tra i più alti, dritti e belli della foresta di Montepiano, parte integrante del suddetto Parco. Inoltre, viene accuratamente scelta la cima di un agrifoglio la quale sarà innestata al majo la settimana successiva. Il sabato seguente un gruppo di "ualani"(identificazione dialettale dei bovari) si recano con le loro pariglie di buoi al bosco per trasportare il majo in paese. Percorrendo un antico tratturo, all'imbrunire il majo trainato dai buoi entra a Pietrapertosa dove trova collocazione nei pressi del convento di San Francesco, luogo in cui sosterà per tutta la notte. Il mattino successivo la devozione per il Santo si esprime attraverso la processione e la Santa messa, tuttavia non mancano espressioni della devozione popolare come i "ceri" (composizioni votive di candele) realizzati sapientemente dalle donne. Questi ultimi vengono portati in processione dalle donne scalze in segno di devozione. Al termine della processione, sotto lo sguardo del Santo, in un clima di allegria e forte tensione emotiva, l'albero viene innalzato con l'ausilio di funi legate al campanile del convento. Questa lunga e delicata operazione si conclude il Majo che svetta in tutta la sua solennità sul campanile, sugli astanti e sul Santo. L'ultima azione cerimoniale è prevista nel pomeriggio della medesima giornata, in cui uomini giovani ed adulti tentano la scalata del Majo quasi a voler sfidare la natura. Solo i più abili riesco ad arrivare in cima.
il tutto è organizzato da un apposito comitato feste, supportato dall'amministrazione comunale e dai membri della pro-loco. Durante gli scorsi anni sono stati organizzati convegni e mostre in cui la tematica dei riti arborei è stata trattata in comparazione con i già citati riti arborei presenti in altre comunità dell'area del Parco. La realizzazione di un documentario riguardante la medesima tematica ha consentito una forma di tutela e soprattutto di promozione del bene, reso fruibile attraverso lo strumento della documentazione video.
Descrizione modalita' di gestione Il Majo di Pietrapertosa appartiene ai quei rituali di primavera definiti dagli antropologi "culti arborei". La cerimonia del Majo si ripete ogni anno in ricorrenza della festività di Sant Antonio di Padova. L'antico rituale, interpretato come une cerimonia di propiziazione della natura, era strettamente legato alle pratiche agricole e pastorali. Le tradizioni, come le società, sono in continuo mutamento perché patrimonio vivo, il quale fluidamente si adatta alle esigenze degli uomini e del tempo. Anche la tradizione del majo ha dovuto riconfigurarsi, risignificarsi e rifunzionalizzarsi. Da rituale propiziatorio si è trasformato in un bene culturale da tutelare, in un potente momento di devozione e di socializzazione per la comunità, attraverso il quale essa si riconosce e si riconferma. L'annuale ricorrenza della festività in onore di Sant Antonio, costituisce di per sé una forma di conservazione del bene poiché il ripetersi della formula cerimoniale ne consente la tutela e la trasmissione. La comunità partecipe all'evento ha responsabilità di salvaguardare,valorizzare e creare le condizioni affinchè questo bene non vada perduto. Convegni e documentari costituiscono le azioni già messe in atto volte a tutelare e valorizzare il bene.
Caratteristiche significative Importante pratica rituale e festiva, momento di coesione sociale, di devozione e di riproduzione di dinamiche della memoria e dell'identità della comunità.
Bibliografia Bronzini G.: Accettura, Il contadino, l'albero, il Santo., Galatina, Congedo, 1979.
AAVV, Fior di maggio, l'antico rito di piantar alberi, a cura della scuola elementare statale "A. Moro" di Accettura, 1999.
Lanternari V, Crisi e ricerca dell'identità, Liguori, 1977.
diversi numeri della rivista "Al parco"

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
Il coinvolgimento della comunità locale è massiccio e significativo. Gli uomini, anche coloro che non sono "ualani" , accompagnano il majo in tutte le sue fasi, così come le donne. Queste ultime hanno il compito di distribuire biscotti ( tipici prodotti appositamente in onore di Sant Antonio) e vino all'arrivo del Majo alle porte del borgo, accogliendo, così, anche i visitatori.

Dove Mangiare

In allestimento



 Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari