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Giovedì, 01 Giugno 2017 20:14

SOLSTIZIO D'INVERNO A PETRE DE LA MOLA

Localizzazione

Luogo culturale     
Sito Archeologico di Monte Croccia - Complesso Megalitico Petre de la Mola.
I gruppi e le persone che hanno attinenza al bene storico - culturale segnalato sono i seguenti: Comune di Oliveto Lucano, Parco Regionale di Gallipoli - Cognato, Pro Loco di Oliveto Lucano, Gruppo Archeologico Lucano onlus - Istituto di Astroarcheologia di Roma, INAF e IAPS Torvergata di Roma, MIBAC, Sovrintendenza ai Beni Storici ed Archivistici della Basilicata, Università di Basilicata, Associazione Cesar di Roma, ecc.
Localizzazione geografica     
Il Sito Archeologico di Monte Croccia con il Complesso Megalitico di Petre de la Mola è ubicato nella Riserva antropologica di "Gallipoli-Cognato-Piccole Dolomiti Lucane".
La posizione astro-archeologica del Complesso Megalitico di Petre de La Mola consente di osservare il fenomeno del solstizio d'inverno, ogni 21 dicembre dell'anno, cioè di osservare il fenomeno del raggio del sole che passa nella spaccatura del Megalite da secoli.
Il fenomeno è osservato e studiato da diversi anni a cura dei gruppi sopra elencati. Tale fenomeno si osserva anche presso il Megalite Canalicchio di Castelgrande (PZ) ed in altri siti dell'Italia Meridionale: Alta Valle del Belice e dello Jato in Sicilia e presso il santuario di S. Maria della Stella sul Monte Gelbison nel Cilento.
A livello Internazionale è da ricondurre, per similitudine, al complesso megalitico di Sthonenge.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Demoantropologica
Valutazione interesse culturale Da secoli il Monte Croccia è percepito, per gli abitanti di Oliveto Lucano, come un luogo caratterizzante la propria identità storico culturale. Il luogo di ubicazione di M. Croccia e del complesso Megalito Petre de la Mola dista qualche chilometro dal centro abitato, ma risulta ad esso ben collegato. Ai piedi del Monte Croccia, quasi ad apertura del sentiero che porta sul sito archeologico e al Complesso Megalitico citati, vi è un'area attrezzata immersa in un ambiente naturalistico-paesaggistico di particolare pregio e biodiversità, posta ad un'altitudine di mt. 1.049 s.l.m.
Contesto Il contesto di riferimento del bene è sicuramente quello storico - archeologico - astro - fisico - ambientale e naturalistico.
Il bene, infatti, è ubicato in un'area Antropologica di grande interesse. L'osservazione del fenomeno astro - fisico - archeologico è stato proposto da qualche anno ad archeologi, ricercatori, storici, ma anche a gente comune che continua sempre più a percepirne la valenza e le potenzialità attrattive.
Descrizione modalita' di gestione Diversi gli interventi di salvaguardia e conservazione praticati negli anni passati:
- recinzione dell'area
- sistemazione base della sentieristica
- sistemazione base della cartellonistica
- manutenzione dell'area di accesso al sito.

Diverse le iniziative messe in campo dal Comune di Oliveto Lucano, dalla Pro Loco, dal Gruppo Archeologico Lucano, dal Parco di Gallipoli Cognato per rivitalizzare e cercare di riattualizzare il bene - evento intangibile segnalato.
Caratteristiche significative Il bene intangibile segnalato ci ricorda frammenti di storia remota.
Il sito archeologico, infatti, è riconducibile al IV° - VI° secolo a.C. - età del Bronzo; quello che affascina maggiormente è sicuramente l'esempio di come misuravano il tempo gli antichi lucani allorquando osservavano la volta celeste.
Il Megalite Petre de la Mola è un affioramento della roccia calcarenitica e da una spaccatura nel suo costone convoglia, ogni anno, gli ultimi raggi del "solstizio d'inverno".
Il Megalite è considerato da studiosi e ricercatori uno strumento di misure calenderali prezioso per scandire i momenti di un antico mondo agro - pastorale, un prezioso santuario dell'età del bronzo.
Bibliografia - Indagini archeologiche di Michele Lacava - 1887
- Campagne di scavi di Vittorio Di Cicco 1896-1919
- Campagne di scavi eseguiti dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata alla fine del XX° sec. - Resp. Alfonsina Russo - comunicazioni L. Lozito
- Ricerche M. Mucciarelli, V.F. Polcaro, Curti et Alii, Ditta Faber s.r.l. Matera,
- Ricerche dell'INAF-IASF Roma, ACHe Università di Ferrara, CESAR Roma, Università di Basilicata, Potenza, Università di Roma La Sapienza, ecc.

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
La comunità sarà pienamente coinvolta mediante il coinvolgimento delle istituzioni locali, della Pro Loco e di tutti gli altri organismi associativi interessati.

Dove Mangiare

In allestimento

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari

Localizzazione

Luogo culturale     
L'evento si svolge ad Oliveto Lucano. Esso coinvolge tutta la comunità olivetese ed in particolare i gruppi dei cosiddetti "maggiaioli" e "cimaioli" che, sapientemente diretti da alcuni anziani esperti del paese, continuano, di anno in anno, a tramandare la festa del "maggio" e della "cima" e, quindi, il rituale del "matrimonio tra alberi" nel proprio territorio.
Localizzazione geografica   
L'evento è localizzato geograficamente ad Oliveto Lucano (MT), piccolo Comune del Parco Regionale di "Gallipoli-Cognato". Gli elementi tangibili all'evento sono:
-l'albero di cerro scelto per simboleggiare lo sposo
-l'albero di agrifoglio scelto per simboleggiare la sposa
-gli strumenti propri per il taglio ed il trasporto degli alberi (asce, seghe, funi, trattori, buoi, ecc.)
-gli artefatti propri per l'innalzamento del maggio: "l'argano", "a' croccia", "a' varre", "u'n'sart", le funi, ecc.
L'evento è oggetto di salvaguardia da diversi anni.
Risulta, infatti, inserito tra "I culti arborei di Basilicata" e viene ripetuto, di anno in anno, da diverse generazioni.
E' collegato ad una festa religiosa dedicata a S. Cipriano, dottore della Chiesa Cattolica Antica, Martire e Protettore di Oliveto Lucano. Tale culto è ripetuto anche in altri luoghi regionali: Accettura, Pietrapertosa e Castelmezzano per il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e: Terranova del Pollino, Rotonda, Castelsaraceno ed altri per il Parco Nazionale del Pollino. Il rito viene ripetuto anche in altre Regioni e in alcuni paesi del Nord Europa.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
Valutazione interesse culturale La festa del maggio ad Oliveto Lucano è molto radicata nella storia e nella tradizione culturale della comunità tanto da essere diventata la festa più importante dell'anno.
Per l'evento si mobilita tutta la popolazione e si continua ad assistere, di anno in anno, al raduno degli emigrati olivetesi provenienti da più parti d'Italia ed anche dall'estero.
Quanto detto evidenzia una forte percezione dell'identità culturale e della tradizione locale;
l'evento è sicuramente percepito come momento unico e principale della tradizione olivetese ed anzi caratterizza l'identità locale.
Purtroppo, però, l'evento rischia di sparire perché, di anno in anno, diventa sempre più difficile organizzare, reperire e gestire tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione.
Si registra in positivo che, da qualche anno, vi è un avvicinamento delle nuove generazioni e di "maggiaioli, cimaioli, trasportatori, scalatori, ecc.).
Contesto Il contesto storico, culturale e sociale di riferimento per la festa del "maggio" e della "cima" ad Oliveto Lucano è quello di un territorio a stretto contatto con l'ambiente, la natura, la ruralità dei luoghi, ecc.
Descrizione modalita' di gestione La trasmissione del rito e, quindi, del sapere, viene tramandata da diverse generazioni con pratiche orali ed esempi concreti.
Risultano anche studi specifici sui culti arborei e sul maggio olivetese quali ad esempio tesi di laurea realizzate presso l'Università di Basilicata, "La Sapienza" di Roma, DVD con e-book realizzati dalla s.r.l. ADECOM di Matera, dalla Pro Loco, ecc.
Le attuali modalità di trasmissione della conoscenza, della pratica e del saper fare sono strettamente collegate ai programmi che, di anno in anno, il Comitato Feste Patronali propone e che, negli ultimi anni, sono stati fortemente supportati ed implementati dall'Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco.
L'evento di cui trattasi appare sempre più attuale e contestualizzato anche in correlazione agli eventi gemelli che vengono realizzati negli altri paese del Parco Regionale di "Gallipoli-Cognato".
Caratteristiche significative Le caratteristiche più significative del bene immateriale segnalato sono quelle di rivivere, ogni anno, in un'area protetta fortemente connotata dalla bellezza dei propri luoghi, delle proprie foreste, della propria biodiversità, delle proprie tradizioni storico, culturali, religiose, un evento unico che pone a stretto contatto l'uomo con la natura.
Bibliografia - Tesi di laurea realizzata da R. Allegretti presso l'Università di Basilicata con il Prof. F.MIRIZZI, anno 2005;
- DVD sui culti arborei realizzato da ADECOM s.r.l. -Matera
- DVD con e- book realizzato dalla Pro Loco su incarico del Comune di Oliveto Lucano con fondi POR Basilicata 2007/2013 - MIS. IV.2.1B dal titolo "Il maggio di S. Cipriano ad Oliveto Lucano"
- Sito web realizzato dalla Pro Loco su incarico del Comune di Oliveto Lucano con fondi POR Basilicata 2007/2013 - MIS. IV.2.1B denominato: www.maggiolivetese.org
- Articolo su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 10 agosto 2014 dal titolo: "Oliveto Lucano celebra le nozze degli alberi";
- Link su Basilicatanet.com denominato: il maggio di Oliveto
- Link su Blog del giornalista-fotografo Andrea SEMPLICI denominato: "scene da un matrimonio"
- Guida realizzata dall'A.P.T. di Basilicata nel 2012 dal titolo: "Riti e Miti di Basilicata".

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
In allestimento

Dove Mangiare

In allestimento

Fonte: APT Basilicata

Pubblicato in Itinerari

Localizzazione

Luogo culturale   
Oliveto Lucano - anziani pastori - contadini - maestri d'ascia ecc.
Localizzazione geografica     
Nel territorio di Oliveto Lucano, di particolare pregio risultano gli oggetti in legno finemente intarsiati riconducibili alla vita pastorale e/o contadina (cucchiare, mestoli, buoi, alberi, animali, ecc.) detenuti presso case private; alcuni privati hanno collezioni per centinaia e centinaria di pezzi.
Nel piccolo centro abitato, inoltre, vi sono diversi portali in legno finemente lavorati da maestri d'ascia; datati fine '800 sono posti a baluardo delle cantine dislocate lungo Corso Garibaldi, Vico delle Grotte, Vico Gradelli dei Fiori, ecc.

Descrizione del bene

 

 Aree tematiche Saperi tecnici e artigianali
Valutazione interesse culturale GLI OGGETTI DI LEGNO sono piccole opere d'arte pastorale, tra cui più spiccatamente figurano le cucchiàre, prodotti della pratica dell'intaglio cui i pastori si dedicavano; erano il frutto più alto della maestrìa di questi nella realizzazione dei pochi attrezzi necessari allo svolgimento di alcune delle loro attività lavorative giornaliere (soprattutto quelle legate alle attività casearie, al seguito di mandrie e greggi).
Solo i maschi, in quanto pastori di ruolo in una cultura di cui non rimangono che sparuti rappresentanti e nebbiosi ricordi, realizzavano gli oggetti in legno e le cucchiàre adoperando, almeno nella prima fase, l'accetta e il coltello da lavoro. Il tempo era certamente un elemento che favoriva le elaborazioni più accurate, e questo era disponibile in abbondanza durante il pascolo che avveniva, anche per lunghi periodi, lontano da casa. Altro elemento determinante era la consapevolezza che l'oggetto non esigeva una realizzazione frettolosa; probabilmente non sarebbe stato utilizzato mai, ma sarebbe stato utilizzato come soprammobile nelle proprie case o oggetto da donare a giovani inprocinto di sposarsi.
Ciascun pastore si accompagnava a lungo con un oggetto di legno o con una cucchiàra in via di realizzazione (soprattutto i primi, che tutti hanno provato a realizzare, in giovane età), e poteva ritoccarla continuamente, prima di decidere che fosse finita. Questo fatto implica due conseguenze. Da un lato la grande cura dei particolari fissati nell'intaglio (e anche la correzione degli errori o l'eliminazione dei tentativi falliti), dall'altra la realizzazione di un solo oggetto, o di pochi, da parte di ciascun autore.
I PORTALI DI LEGNO sono dei caratteristici portoni in legno posti a baluardo delle cantine situati per la maggior parte nel centro storico dell'abitato. Essi sono stati realizzati a moduli geometrici con grande originalità e maestria da artigiani locali tra la fine dell'800 e l'inizio del 900.
Contesto L'arte d'intaglio del legno è un'arte che rischia di scomparire, anche se nel piccolo centro abitato diversi sono ancora gli intagliatori viventi che si dilettano a trasmetterla ai più piccoli.
Il contesto sociale di riferimento rimane ancora quello legato alla ruralità e alla pastorizia; il piccolo centro abitato, infatti, ha mantenuto uno stretto legame con il proprio passato aggrappandosi appunto ad antiche usanze e tradizioni. Rimane tutt'ora la tradizione di regalare piccoli oggetti d'arte contadina realizzati dalle mani laboriose di pastori e contadini agli amici più cari a a giovani in procinto di sposarsi.
I Portoni di legno, invece, posti a baluardo delle cantine, detti "Portoni di Bacco" continuano ad essere gelosamente custoditi dai figli e dai nipoti di quegli antichi proprietari che avevano commissionato tali opere d'arte.
Descrizione modalita' di gestione Per quanto riguarda la salvaguardia degli oggetti di legno e la trasmissione dell'arte d'intaglio, c'è da dire che già da diversi anni le Scuole locali hanno coinvolto alcuni anziani del paese che si sono prodigati ad insegnare la tecnia ed i segreti del legno intagliato.
La Pro Loco, ma anche altre associazioni locali, hanno proposto per diversi anni, alla popolazione e ai turisti, soprattutto nel mese di agosto, mostre a tema che hanno fatto rivire il ricordo di tempi antichi e apprezzare la bellezza di oggetti unici, rari e non dozzinali. La Pro Loco ha fatto uno studio specifico sulle "cucciare di legno".
Per i Portoni di Bacco, invece, l'Associazione Culturale Mons. Raffaello delle Nocche di Oliveto Lucano, ha condotto una specifica ricerca concretizzatosi nella realizzazione di un pieghevole interamente dedicato ad essi.
Per gli stessi fu proposto un intervento di salvaguardia e recupero dall'Amministrazione Comunale negli anni 2005-2006 mediante il coinvolgimenti dei proprietari. A seguito di tale intervento, molti sono stati i proprietari che hanno prestato maggiore attenzione alla conservazione e alla tutela di tali beni.
D'obbligo è il percorso tra i Portoni che viene proposto ai turisti che si recano ad Oliveto Lucano.
Caratteristiche significative GLI OGGETTI DI LEGNO sono piccole opere d'arte pastorale, tra cui più spiccatamente figurano le cucchiàre, prodotti della pratica dell'intaglio cui i pastori si dedicavano; erano il frutto più alto della maestrìa di questi nella realizzazione dei pochi attrezzi necessari allo svolgimento di alcune delle loro attività lavorative giornaliere (soprattutto quelle legate alle attività casearie, al seguito di mandrie e greggi).
Solo i maschi, in quanto pastori di ruolo in una cultura di cui non rimangono che sparuti rappresentanti e nebbiosi ricordi, realizzavano gli oggetti in legno e le cucchiàre adoperando, almeno nella prima fase, l'accetta e il coltello da lavoro. Il tempo era certamente un elemento che favoriva le elaborazioni più accurate, e questo era disponibile in abbondanza durante il pascolo che avveniva, anche per lunghi periodi, lontano da casa. Altro elemento determinante era la consapevolezza che l'oggetto non esigeva una realizzazione frettolosa; probabilmente non sarebbe stato utilizzato mai, ma sarebbe stato utilizzato come soprammobile nelle proprie case o oggetto da donare a giovani inprocinto di sposarsi.
Ciascun pastore si accompagnava a lungo con un oggetto di legno o con una cucchiàra in via di realizzazione (soprattutto i primi, che tutti hanno provato a realizzare, in giovane età), e poteva ritoccarla continuamente, prima di decidere che fosse finita. Questo fatto implica due conseguenze. Da un lato la grande cura dei particolari fissati nell'intaglio (e anche la correzione degli errori o l'eliminazione dei tentativi falliti), dall'altra la realizzazione di un solo oggetto, o di pochi, da parte di ciascun autore.
I PORTALI DI LEGNO sono dei caratteristici portoni in legno posti a baluardo delle cantine situati per la maggior parte nel centro storico dell'abitato. Essi sono stati realizzati a moduli geometrici con grande originalità e maestria da artigiani locali tra la fine dell?800 e l?inizio del 900.
Bibliografia Oggetti di Legno
Ricerche della Scuola Primaria di Oliveto Lucano e dell'Ins. Ruocco Maria
Ricerche della Pro Loco
Ricerche delle volontarie del servizio civile per la Pro Loco, Pedano Giuseppina e Colucci Pasqualina
Ricerche del Prof. Belmonte dell'Università del Salento originario di Oliveto Lucano

Portoni di legno
Ricerche dell'Associazione Culturale Mons. Raffaello delle Nocche
Ricerche del Comune di Oliveto Lucano

Riferimento siti utili a fornire informazioni supplementari:
www.comunediolivetolucano.it, www.prolocolivetolucano.it, www.gal.lemacine.it, www.parcodigallipolicognato.it

 

Piano di salvaguardia proposto

Partecipazione comunita'
In allestimento

Dove Mangiare

In allestimento

Fonte: APT Basilicata

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